Diritti umani

Rana Plaza: 1 milione di firme per costringere Benetton a pagare

10 Febbraio Feb 2015 1345 10 febbraio 2015

E’ vicina al milione di firme la petizione online di Avaaz, per chiedere a Benetton di aderire al Rana Plaza Arrangement, il programma di risarcimento delle vittime del Rana Plaza. A quasi due anni dal crollo, l’azienda italiana è l’unico grande gruppo che rifiuta ancora di sottoscrivere l’accordo

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Ranaplaza
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E’ vicina al milione di firme la petizione online di Avaaz, per chiedere a Benetton di aderire al Rana Plaza Arrangement, il programma di risarcimento delle vittime del Rana Plaza. A quasi due anni dal crollo, l’azienda italiana è l’unico grande gruppo che rifiuta ancora di sottoscrivere l’accordo

Basta morti per il made in Italy. E’ questo il nome scelto dalla campagna di raccolta firme lanciata su Avaaz, per chiedere a Benetton di aderire al Rana Plaza Arrangement, il programma di risarcimento delle vittime del Rana Plaza che, a quasi due anni dal crollo, l’azienda italiana rifiuta ancora di sottoscrivere.

“In quanto cittadini di tutto il mondo chiediamo con urgenza a Benetton di unirsi a questo programma, così che i sopravvissuti di questa tragedia possano ricevere un giusto risarcimento.” Così recita il testo della petizione.

Nel crollo del Rana Plaza, il palazzo di Dacca, in Bangladesh, sono rimaste uccise 1138 persone e oltre duemila, sono rimaste ferite mentre lavoravano, in subappalto, per 28 grandi marchi occidentali del tessile, tra cui Mango, El Corte Inglés, Primark e, appunto, Benetton. Il più grande disastro della storia del tessile globalizzato, una tragedia immane che aveva costretto le grandi multinazionali a sedersi, finalmente, al tavolo delle trattative. Tutte tranne Benetton, che rimane l’unico grande marchio internazionale innegabilmente legato al Rana Plaza che continua a rifiutare di versare il proprio contributo per i risarcimenti.

La campagna di Avaaz fa seguito alla richiesta della campagna internazionale Abiti Puliti, a cui lo scorso dicembre Benetton aveva replicato con un secco comunicato stampa, ricordando di aver avviato, dopo il crollo, una collaborazione con l’ONG Brac, iniziativa che però, Deborah Lucchetti, portavoce italiana di Abiti Puliti, aveva sostenuto non aver nulla a che fare con il reale e dovuto risarcimento delle vittime: “Si tratta di cose completamente diverse. Questa è beneficenza, il risarcimento invece, è un diritto per tutti i lavoratori.”

Alla petizione, mancano solo 60 mila firme, “solo”, perché in poche settimane Avaaz, ha già raccolto oltre 940 mila firme.

Qui tutti i riferimenti.

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