Fra fiction e realtà

Ricci (Fiagop): «Luci e ombre di “Braccialetti Rossi”»

17 Febbraio Feb 2015 1411 17 febbraio 2015

Luci e ombre di “Braccialetti Rossi”, la serie tv che racconta la vita quotidiana di un gruppo di ragazzi ricoverati in un ospedale. Fra questi anche adolescenti in terapia anti- tumorale. Vita ha raccolto l’opinione di Angelo Ricci presidente di Fiagop

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Braccialettirossi
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Luci e ombre di “Braccialetti Rossi”, la serie tv che racconta la vita quotidiana di un gruppo di ragazzi ricoverati in un ospedale. Fra questi anche adolescenti in terapia anti- tumorale. Vita ha raccolto l’opinione di Angelo Ricci presidente di Fiagop

E' tornata sui teleschermi la fiction "Braccialetti Rossi", dopo il successo dello scorso anno, la nuova stagione andrà in onda sino ai primi di marzo su RAI1. La serie tv racconta le storie di alcuni ragazzi malati ricoverati in ospedale. Episodi che affrontano temi come la sofferenza, la lontananza dai genitori, il rapporto con i fratelli e la morte. La Fiagop è la federazione che riunisce le tante associazioni di genitori che hanno vissuto o stanno vivendo il dramma di un figlio malato oncologico. Al presidente Angelo Ricci, chiediamo di fare qualche considerazione sulla fiction.

Un commento a caldo della prima puntata

È un’iniziativa che ha il merito di aver sdoganato il tema. Il tumore è chiamato tumore e non si fanno giri di parole. Qualche anno fa era impensabile

Una fiction così ha trovato un pubblico pronto?

Come Fiagop notiamo negli ultimi anni una maggior sensibilità e informazione da parte della gente. Non so dire se rispetto alla fiction sia arrivata prima o dopo la consapevolezza sul tema cancro negli adolescenti.

Ombre?

Non è scientifica. Ma non è richiesto a un fiction. Non esiste un ospedale in cui convivono pazienti oncologici e pazienti con problemi di alimentazione. Ma mi rendo conto che una fiction solo con un tipo di malattia sarebbe stata difficile da realizzare.

I genitori di Fiagop cosa pensano di “Braccialetti Rossi”

C’è chi non la guarda perché rivive il dramma familiare. C’è chi invece la guarda come atto liberatorio, altri ancora la guardano e fanno la caccia all’ “errore”, individuano quegli aspetti che nella realtà sono diversi.

Ad esempio?

Non è che i ragazzi oncologici possono andare in piscina come se non fossero malati. Ci sono diverse precauzioni da prendere.

Come Fiagop, state cercando di far emergere proprio il tema degli adolescenti. Perché?

Nessun bambino e nessuna famiglia deve passare attraverso il viaggio della malattia da solo. Per questo esistono le associazioni che formano la FIAGOP. La nostra sfida è quella di diffondere un nuovo modello di organizzazione medica e di cultura specifica, con la sfida di occuparsi non solo della malattia, ma della vita dei ragazzi, facendo entrare in ospedale la loro normalità.

CHI E’ Fiagop - Federazione italiana associazioni di genitori oncoematologia pediatrica.

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