Coraggio civile

I nuovi Giusti aiutano i profughi e combattono gli estremismi

25 Febbraio Feb 2015 1616 25 febbraio 2015

Il 6 marzo a Milano verranno piantati nuovi alberi dedicati a figure che si sono distinte per la propria azione conciliatrice. Tra essi, due attivisti siriani uccisi per la libertà di espressione nel proprio paese e una donna italoeritrea che assiste i migranti in difficoltà

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Matar
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Il 6 marzo a Milano verranno piantati nuovi alberi dedicati a figure che si sono distinte per la propria azione conciliatrice. Tra essi, due attivisti siriani uccisi per la libertà di espressione nel proprio paese e una donna italoeritrea che assiste i migranti in difficoltà

“Ieri e oggi, i Giusti sempre necessari” è il tema scelto per celebrare la terza Giornata europea dei Giusti, istituita su proposta dell'associazione Gariwo dal Parlamento Europeo il 6 marzo di ogni anno. Quest’anno lanciamo un appello a tutte le città d’Europa e d’Italia affinché, dopo gli attacchi terroristici che hanno colpito ebrei, arabi, cristiani, da Parigi a Copenaghen, dall’Iraq alla Libia, alla Siria, siano ricordate tutte quelle figure morali, come il francese musulmano Lassana Bathily, che con coraggio cercano di salvare vite e di difendere la dignità umana di fronte agli atti barbari e criminali degli estremisti jihadisti. La sconfitta di questo nuovo male estremo, che sfida ancora una volta la nostra condizione umana, non passa attraverso la creazione di muri tra civiltà, ma attraverso la valorizzazione di tutti gli esempi di resistenza nel mondo arabo e musulmano. Non dobbiamo lasciare soli questi nuovi uomini giusti.

Con questo spirito commemoriamo il centenario del genocidio armeno, ricordando oggi le figure impegnate nel processo di riconciliazione tra la Turchia e l’Armenia. Ricordare i turchi ottomani che salvarono gli armeni e i turchi che oggi con coraggio si battono contro il negazionismo è di urgente attualità, perché la memoria rimossa di quel genocidio ha impedito che in quelle stesse terre dove si è compiuto il primo sterminio del Novecento si creassero degli antidoti morali ai nuovi atti di barbarie a cui assistiamo purtroppo in questi giorni. In questa crisi internazionale i nuovi giusti sono anche coloro che si prodigano nel Mediterraneo per soccorrere i migranti in fuga da fame e persecuzioni. Una delle maggiori responsabilità del mondo di fronte alla Shoah fu quella di abbandonare gli ebrei che fuggivano per terra e per mare dal nazismo. Chi oggi salva le vite dei profughi siriani, iracheni o libici non vuole che si ripeta questa vergogna.

L'annuale cerimonia di dedica dei nuovi alberi al Giardino dei Giusti si terrà il prossimo 6 marzo alle ore 11 al Monte Stella di Milano, con la piantumazione degli alberi alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia, di Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio Comunale, Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo, Giorgio Mortara, Consigliere UCEI, Pietro Kuciukian, Console d'Armenia in Italia e dei familiari dei Giusti onorati.

I nuovi alberi sono dedicati a Razan Zaitouneh, avvocatessa siriana attivista dei diritti civili e all’ONU, scomparsa nel 2013 vicino a Damasco rapita da gruppi estremisti jihadisti; Ghayath Mattar, giovane pacifista arrestato e ucciso in Siria nel 2011 che offriva fiori ai soldati in segno di dialogo e si batteva per i diritti umani e la libertà; Mehmet Gelal Bey, Turco Ottomano sindaco di Aleppo che si è opposto alle direttive del suo governo che imponevano l’eliminazione del popolo armeno nel genocidio del 1915; gli uomini e le donne della Guardia Costiera che rischiano la vita, ciascuno con grande coraggio e abnegazione, da Lampedusa a tutte le coste italiane, per salvare i naufraghi in fuga da fame e violenze; Alganesh Fessaha, attivista umanitaria italoeritrea che ha rischiato la vita per soccorrere i perseguitati in Africa e ha aiutato i migranti e i loro familiari a Lampedusa dopo il tragico naufragio del 2013; Rocco Chinnici, magistrato integerrimo e di grande umanità, coraggioso promotore del primo pool antimafia del Tribunale di Palermo, ucciso dalle cosche nel 1983.

Durante la cerimonia, testimonianze di Rana Zaitouneh sulla sorella Razan e di Caterina e Giovanni Chinnici sul padre Rocco. Saranno inoltre presenti Alganesh Fessaha e, in rappresentanza della Guardia Costiera, il Tenente di Vascello (CP) Antonio Miniero e il I° M.llo Roberto Mangione.