Vienna

Il primo hotel al mondo gestito da rifugiati

27 Febbraio Feb 2015 1026 27 febbraio 2015

In pieno centro città, l'albergo Magdas accoglie i turisti nei suoi ambienti raffinati e dotati di tutti i comfort. A curare ogni aspetto dell'accoglienza, impiegati, camerieri e concierge che provengono da 14 nazioni e hanno inoltrato richiesta di asilo

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Hotel Magda Vienna
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In pieno centro città, l'albergo Magdas accoglie i turisti nei suoi ambienti raffinati e dotati di tutti i comfort. A curare ogni aspetto dell'accoglienza, impiegati, camerieri e concierge che provengono da 14 nazioni e hanno inoltrato richiesta di asilo

Un hotel nel centro di Vienna, arredato in stile e decorato dalle opere degli studenti dell'Accademia di Belle Arti, a un passo dal Prater e dalle rive del Danubio. Sembrerebbe un bel posto come tanti, ma l'hotel Magdas non è un albergo qualunque: aperto per iniziativa della Caritas austriaca, fornisce posti di lavoro ai rifugiati. Qui infatti l'80 per cento del personale è costituito da persone in fuga da guerra e persecuzioni, che hanno richiesto asilo o già ottenuto lo status di rifugiati. Molti di loro hanno alle spalle specifiche esperienze nel settore turistico, conoscono le lingue e sono qualificati, altri invece sono ragazzi che devono imparare un mestiere; tutti però faticavano a trovare un'occupazione nel paese a causa delle complesse pratiche burocratiche che dovrebbero garantire un permesso di lavoro.

Nel frattempo l'hotel Magdas offre a loro l'occasione di mettersi alla prova e guadagnare uno stipendio, e ai turisti di essere accolti in una struttura tanto bella esteticamente quanto stimolante dal punto di vista umano. I dipendenti già assunti (alcuni sono in posa nella foto) provengono da 14 nazioni, e come si legge sul sito dell'albergo "hanno storie di vita molto diverse da raccontare". Dal punto di vista giuridico l'hotel Magdas – che non chiede né riceve alcun contributo pubblico, ma è alla caccia di sponsor - è un'impresa sociale, ovvero un'impresa for profit il cui scopo dichiarato non è la massimizzazione dei profitti ma "la massimizzazione dell'apertura e dell'umanità".

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