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Tendenze

Sempre più diffusi i lasciti solidali e non sono milionari

3 Marzo Mar 2015 1638 03 marzo 2015
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Agli onori delle cronaca un lascito solidale del valore di 5 milioni di euro. A sentire i notai oltre la metà di quelli fatti dagli italiani sono di 20mila euro. L'azione culturale del network Testamento solidale per diffondere questa pratica

È balzata agli onori della cronaca la notizia di un lascito di oltre 5 milioni di euro donati a favore di undici diversi enti benefici da un’anziana coppia di coniugi di Bergamo. Senza figli, prima di morire hanno scelto di stilare un testamento pubblico di fronte a un notaio e di aiutare con il proprio patrimonio istituti di ricerca, associazioni per la cura e l’assistenza di disabili e malati gravi. Tutte realtà presenti nel territorio bergamasco.
Si tratta di: Istituto Mario Negri, Fondazione Centro don Orione per l’assistenza domiciliare, Adb (Associazione disabili bergamaschi), Associazione "Paolo Belli - Lotta alla leucemia", la Casa di riposo Piatti Venanzi di Palosco, le sedi bergamasche di Airc, Aisla, Aism, Uildm, Unione italiana ciechi, e infine la fondazione nazionale Telethon.

Certo il gesto compiuto dagli anziani coniugi bergamaschi è eccezionale per il valore della donazione, ma è qualcosa che tocca sempre più da vicino gli italiani. Basti pensare che negli ultimi 10 anni è cresciuto del 10% il numero di italiani che inseriscono un lascito solidale nelle loro ultime volontà. E a farlo sono soprattutto le donne (oltre il 60% dei casi). A rivelarlo un sondaggio sulle tendenze del lascito testamentario nel nostro Paese realizzato su un campione di 700 notai dal Comitato Testamento Solidale, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato.

Il Comitato è stato promosso da sei grandi organizzazioni ActionAid, Ail, Aism, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro e Save the Children – al quale oggi aderiscono: Aiuto alla Chiesa che soffre, Amref, Cesvi, Libera, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi, Telefono Azzurro e Università Campus Bio-Medico di Roma.

Agli onori della cronaca giungono certo le storie che riguardano i lasciti di ingenti eredità, ma il fenomeno riguarda in larga parte donazioni di medie e piccole entità: in oltre il 50% dei casi, ci dicono i notai italiani, il valore del lascito è sotto i 20mila euro. Il 25% ammonta a una cifra compresa tra i 20mila e i 50mila euro. Il 18,1% di quanto viene destinato ha un valore economico importante che va dai 50mila ai 100mila euro, e una piccola fetta pari al 8,5% dei lasciti effettuati va oltre i 100mila euro.

«Gli italiani nella grande maggioranza dei casi scelgono di dare il proprio contributo con somme contenute» spiega Rossano Bartoli, portavoce del Network Testamento Solidale. «Un atto di amore alla portata di tutti e che non lede i diritti dei propri familiari. I lasciti, anche i più piccoli, danno forza e continuità al lavoro che svolgono ogni giorno le nostre organizzazioni accanto a bambini, disabili, anziani, malati di gravi patologie come la sclerosi multipla, la leucemia e il cancro, negli interventi umanitari a fianco delle popolazioni più povere e nel sostegno alla ricerca scientifica più all’avanguardia. I lasciti solidali sostengono direttamente i nostri servizi socio-sanitari, una parte fondamentale del welfare del nostro Paese».

Tuttavia, in Italia c’è ancora tanto da fare per abbattere stereotipi e tabù. Secondo un’indagine GFK Eurisko-Testamento Solidale, gli over 55 hanno ancora una bassa propensione al testamento (15,8%), solo l’8% degli italiani over 55 ha già fatto testamento, mentre il 5% è intenzionato a farlo e il 6% è incerto.

Proprio per diffondere la cultura dei lasciti solidali e rispondere a quanti ancora non sanno a chi rivolgersi le organizzazioni promotrici del network hanno creato un sito www.testamentosolidale.org e l’omonima guida. Due strumenti che offrono una esaustiva panoramica sul tema del lascito, dalle tipologie di testamento (olografo, pubblico, segreto) alla quota “disponibile” di patrimonio che può essere destinata ad un lascito solidale (una qualsiasi somma di denaro, un bene mobile o immobile, la polizza vita, azioni o titoli d’investimento).

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