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Quanto donano gli italiani? Botta e risposta con Doxa

3 Aprile Apr 2015 1339 03 aprile 2015
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A confronto i dati dell'indagine demoscopica della Doxa con quelli di Istat e del Ministero delle Finanze. Ci scrive Doxa e noi rispondiamo

Caro direttore,

Sono la ricercatrice responsabile del monitoraggio Italiani Solidali, l’indagine annuale che Doxa conduce dal 2001 per indagare il rapporto degli italiani con il mondo del non profit.

Ho letto con grande interesse il Vostro servizio di copertina del numero di marzo “Quanto donano gli italiani”, ed ho apprezzato il grande sforzo che avete fatto per raccogliere e sistematizzare molte informazioni intorno a questo argomento, dati molto spesso difficilmente reperibili e persino discordanti.

Mi permetto però di segnalare qualche punto in merito al quale ritengo auspicabile un nostro confronto ed una Vostra eventuale precisazione:

- in termini generali, e in relazione alle precisazioni che vado ad esporle, dal momento che nelle pagine dell’inserto in almeno un paio di punti viene citato il nostro monitoraggio, avrei apprezzato una verifica con noi da parte della Vostra redazione prima della pubblicazione

- a pagina 38, infatti, vengono riportati i dati della nostra indagine riferiti al 2013, ma vengono definiti “discutibili” innanzitutto poiché si compie l’errore di considerare incluse nelle donazioni per solidarietà le devoluzioni relative al 5xmille, che invece la nostra indagine esplicitamente considera a parte.

- nemmeno le “offerte effettuate dai fedeli in parrocchia durante le celebrazioni o per cerimonie/collette/attività anche ricreative” possono essere semplicemente associate alle donazioni per cause di solidarietà, e dunque non vengono incluse nel monitoraggio


- non pare del tutto equo, dunque, mettere a confronto da parte Vostra il dato proveniente da Italiani Solidali 2013 – e cioè 44€ donati in media da ciascun donatore, che diventano 10€ per ognuno dei 60 milioni di italiani – con i 116€ a testa ottenuti sommando le donazioni individuali e le offerte alle parrocchie


- infatti, proprio passando all’analisi del dato relativo alle donazioni individuali, deve essere precisato che i 4,5 miliardi € rilevati dall’Istat contengono – come anche da Voi accennato – donazioni per cultura/sport/ricreazione, tutela dei diritti ed attività politica, relazioni sindacali e rappresentanza di interessi, e molte altre destinazioni che evidentemente il nostro monitoraggio non considera poiché non sono di nessun interesse per le organizzazioni no-profit committenti, interessate ad analizzare un’area più circoscritta ed omogenea

- può (forse) avere senso, dal Vostro punto di vista, calcolare che ognuno dei 60 milioni di italiani destina 116€ all’anno per cause così disparate (dallo sport alla politica alla parrocchia), ma non ha senso che definiate “discutibile” il dato ottenuto tramite la nostra indagine, confrontandolo in modo impari e non del tutto corretto con analisi molto diverse

- riguardo poi al tono utilizzato per citare il nostro lavoro, mi dispiace che il nostro istituto – di cui certamente conoscete la storia, la serietà e la competenza – venga assimilato a generici, non meglio precisati “sondaggisti ”, per non parlare dell’editoriale di Riccardo Bonacina, che si riferisce al dato della nostra indagine alla stregua di “una supercazzola o una leggenda metropolitana” (testuale).

Fatte queste considerazioni, sono a Vostra disposizione per qualunque ulteriore approfondimento, e per valutare insieme l’opportunità di una Vostra precisazione che permetta di chiarire gli aspetti evidenziati.

Valeria Reda, Doxa

Risponde Riccardo Bonacina

Gentilissima, grazie della lettera. Abbiamo citato il vostro monitoraggio annuale “Italiani solidali”, qualificandolo, per l’esattezza, come “uno dei report più quotati”. Perciò, con il dovuto rispetto. Quando nell’editoriale ho parlato di “leggende metropolitane” e di “supercazzole” volevo semplicemente sottolineare con un di più di vis polemica la necessità di un surplus di indagine e di approfondimento per andare oltre sia al vizio giornalistico del numero ad effetto, sia alle stesse indagini demoscopiche su commissione per ancorarsi a dati più certi di realtà, i bilanci indagati da Istat e le dichiarazioni fiscali riguardo gli oneri detraibili e deducibili (numero di Aprile).

Da qualsiasi parte lo sia approcci, infatti, il dato risultante dalla vostra indagine, i 10,66 euro donati pro-capite per un totale di 640 milioni non trova riscontro credibile nei dati di realtà. Al netto delle donazioni nelle parrocchie, infatti, Istat che guarda ai bilanci delle organizzazioni, ci dice che pro capite gli italiani donano 75 euro. Volendo restringere il campo Istat alle sole associazioni e Fondazioni (ovvero al netto di organismi di rappresentanza, partiti, ect, come notate), la cifra pro capite risulta essere 61,66. Una distanza dal dato Doxa incolmabile. La controprova la abbiamo dai dati fiscali. Doxa dice che a donare sono il 28% degli italiani con più di 15 anni, ovvero 14,5 milioni di persone che in totale donerebbero 640 milioni. I dati fiscali ci dicono che sono 1.555.262 gli italiani ad aver usufruito delle norme per la detraibilità e deducibilità previste per le Onlus e l’ammontare delle loro donazioni arriva, nel 2012, a sforare i 400 milioni. Per una cifra media donata di 256,36 euro.

Ai dati si aggiungano poi le opinioni di tanti esperti, da Giuseppe Ambrosio di Unicredit Foundation a Valerio Melandri, da Paolo Venturi direttore di Aiccon a Luciano Zanin, presidente Associazione fundraiser, sino a Stefano Zanagni. Tutti a sottolineare come la cifra complessiva di circa 11,5 miliardi di donazioni complessive al sistema non profit da privati indicata da Vita, sia da considerare credibile o forse anche sottostimata per via di una quota consistete di informalità tutta italiana.



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