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Battipaglia è nella Terra dei Fuochi?

13 Aprile Apr 2015 1525 13 aprile 2015
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Dista 90 chilometri, è in provincia di Salerno ma l’ultimo bambino ucciso da un tumore probabilmente causato da inquinamento ambientale era di lì. Questo rivela quanto è ampio il drammatico fenomeno

“Kekko” era un bambino di 4 anni ed è morto di tumore nella notte tra giovedì e venerdì di settimana scorsa. Anche lui vittima dell’inquinamento della Terra dei Fuochi. Tanti giornali ne hanno parlato perché il 21 marzo aveva incontrato papa Francesco. Ma raccontando la sua storia hanno tralasciato un particolare: Francesco non viveva, come riportato, ad Orta di Atella, comune in provincia di Napoli, uno dei 57 che compongono la Terra dei Fuochi. Kekko viveva a Battipaglia.

Battipaglia è un comune in provincia di Salerno. E quindi della Terra dei fuochi, non fa parte. O forse sì: perché l’inquinamento da discariche abusive è un fenomeno molto più largo di quanto non si dica.

Partendo dal caso di Kekko, l’associazione “Noi genitori di tutti” (nella foto di Mauro Pagnano, una manifestazione della Terra di Fuochi) ha pubblicato un comunicato stampa. “Abbiamo il cuore a pezzi, le gambe stanche, le mani vuote!“, si legge

E ancora: «I nostri figli muoiono mentre i veri mostri vivono in ricchezza; una ricchezza acquisita illecitamente avvelenando la nostra terra. La ricchezza più bella, invece, a noi mamme l’hanno strappata dalle nostre braccia».

Il comunicato, è si un modo per ricordare Kekko ma solleva, allo stesso tempo un problema importante, da non sottovalutare. Quante sono, realmente, in Campania le aree dove si sversano illegalmente rifiuti tossici?

«Si tende sempre a circoscrivere il problema», spiega Tina Zaccaria, presidente dell’associazione Noi genitori di tutti, «ma io e le altre mamme, durante i periodi di degenza dei nostri figli al Pausilipon di Napoli, ci siamo rese conto del numero consistente di bambini malati di tumore che arrivavano dalle zone di Battipaglia e dintorni».

Mentre le istituzioni continuano a diffondere una “visione riduzionistica” del problema le mamme non si arrendono e lottano sempre per lo stesso diritto. «Quali sono i confini reali della Terra dei fuochi?», si chiede Tina, «servono più controlli. Sono arrivati ad affermare che la terra inquinata è solo l’1%. Ma quell’analisi fa riferimento solo ai terreni coltivabili del comune di Caivano. Dicono così perché vogliono tenere tranquilla la popolazione».

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