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Ramonda (Papa Giovanni XXIII): «Accogliamo nonostante le minacce di Salvini»

16 Aprile Apr 2015 1534 16 aprile 2015
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La casa di prima emergenza per i minorenni della Comunità Papa Giovanni XXIII a Reggio Calabria ha iniziato ad accogliere migranti prima dell'apertura ufficiale. Tra i primi una dodicenne che ha visto morire i familiari

«Serve un canale umanitario. Noi accogliamo nonostante le minacce di Salvini. Ma l’Europa cambi gli accordi di Dublino», a parlare è Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. L’associazione ha appena accolto una dodicenne, originaria della Repubblica del Gambia che lunedì ha assistito all’affondamento in acque libiche del gommone su cui viaggiamo i genitori e la sorella. Con lei nella casa di prima emergenza per i minorenni che la Comunità apre a Reggio Calabria, è stata accolta anche L.G., neo-mamma eritrea che ha partorito nella notte tra lunedì e martedì, sulla nave Orione della Marina Militare il suo primo figlio, accompagnata dal marito.

La Comunità li ha accolti nel bel mezzo di una fase di emergenza, ancor prima dell’inaugurazione ufficiale della struttura. «Siamo di fronte a una situazione gravissima anche dal punto di vista umanitario, sta per scoppiare qualcosa di mai visto in Italia», avverte Giovanni Fortugno, responsabile della casa di accoglienza e animatore del Servizio Immigrazione della Comunità Papa Giovanni XXIII, fin dall'inizio in prima linea nell'affrontare l'emergenza sbarchi.

«Facciamo tutto il possibile per accogliere queste persone, ma l'Europa faccia la sua parte» rimarca Ramonda. «L’Italia non può farcela da sola. Noi apriamo all'accoglienza le nostre strutture e i nostri alberghi, nonostante la minaccia di occupare gli alberghi destinati ai profughi lanciata qualche giorno fa da Matteo Salvini».

È un fiume in piena il responsabile generale della Comunità fondata da don Benzi mentre sottolinea come «le regioni e i parlamentari che vorrebbero chiudere le porte alle accoglienze dovrebbero piuttosto rivolgersi all'Europa chiedendo di modificare gli accordi di Dublino». Per Ramonda, infatti, i rifugiati dovrebbero poter presentare richiesta di asilo in tutti gli stati europei e non solo dove sbarcano: «Questa è l'unica soluzione di fronte ad ondate migratorie che non possono essere fermate. Chiediamo di creare un canale umanitario per impedire drammi come quello che sta vivendo questa ragazzina di 12 anni che abbiamo accolto», conclude.

Foto: Getty Images, migranti appena sbarcati a Messina

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