Fontana Alberto
Intervista

Fontana nuovo presidente della Ledha: «Expo, per i disabili un'occasione persa»

22 Aprile Apr 2015 1656 22 aprile 2015
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La prima iniziativa del nuovo vertice del network che riunisce oltre 200 soggetti? «La nascita del Servizio Legale Antidiscriminatorio, che intitoleremo proprio a Franco». E sull'Esposizione: «Milano accoglierà moltissime persone con disabilità provenienti da tutto il mondo, ma le barriere architettoniche sono ancora lì»

Alberto Fontana è il nuovo presidente di LEDHA – Lega per i diritti delle persone con disabilità. Fontana, già presidente nazionale UILDM, ha 43 anni, tre figli, è presidente del Centro Clinico Nemo, fa parte della Commissione Centrale Beneficenza di Fondazione Cariplo ed è direttore della cooperativa “Spazio Aperto” che promuove percorsi di inserimento lavorativo di persone con disabilità fisica e intellettiva. Il suo è un passaggio di testimone ideale con Franco Bomprezzi, che ha guidato la LEDHA dal maggio 2013 fino alla sua morte. «Ripartiamo da quello che la presidenza precedente ha costruito, dando continuità al lavoro fatto, ma senza Franco», commenta Fontana.

“Senza Franco” che significa in particolare?
Significa senza la sua capacità di saper leggere e raccontare le nostre storie di persone con disabilità, ma nella consapevolezza del grande patrimonio che lui ci ha lasciato, forti della sua forza. In questi mesi ho sentito tante persone ricordarlo con gratitudine, il modo più bello per ricordarlo è passare ai fatti, dire “presente!”. Il viaggio continua, il consiglio direttivo è una gran bella squadra, affiancheremo le oltre 200 organizzazioni associate a LEDHA.

Quale sarà la prima iniziativa?
La nascita del Servizio Legale Antidiscriminatorio Franco Bomprezzi. La storia di LEDHA è una storia di attenzione al tema dei diritti delle persone con disabilità, ma in questo momento storico c’è bisogno di un forte presidio di questo tema cruciale, basti pensare all’impegno per realizzare la Convenzione Onu sui diritti delle Persone con disabilità, fondata appunto sui diritti. Costituendo questo Centro mettiamo più risorse e più profondità di pensiero sul tema: eserciteremo azioni di diritto, parteciperemo ad azioni legali ma cercheremo anche di fare cultura.

Cosa intende?
A volte è difficile comprendere che un diritto non riconosciuto o un servizio non ottenuto è una vera e propria discriminazione. Per tanti versi culturalmente abbiamo superato la questione della discriminazione, ma quando ci sono persone che non possono uscire di casa, andare al lavoro, andare a scuola solo perché hanno una disabilità… dobbiamo tornare a chiamare le cose con il loro nome: è discriminazione. Il Centro sarà un luogo di assistenza legale ma anche di proposta, perché facendo assistenza legale puoi fare giurisprudenza e dare un contributo a migliorare la legislazione.

Ha detto: “Metteremo al centro della nostra azione il tema dell'inclusione scolastica, della vita indipendente, del lavoro. Mentre per quanto riguarda il tema dell'accessibilità, abbiamo deciso di creare un nuovo Gruppo di lavoro in seno al Consiglio Direttivo, dedicato appositamente a questa problematica”. Perché?
Dopo “diritti”, l’altra grande parola chiave dei nostri tempi è “cittadinanza”. Siamo alla vigilia dell’Expo, dove Milano accoglierà moltissime persone con disabilità provenienti da tutto il mondo (7mila persone con disabilità hanno già acquistato un biglietto, ndr). Dal punto di vista dell’abbattimento delle barriere architettoniche è stata un’occasione persa, non tutte sono state superate, però l’accessibilità si declina anche come accoglienza e LEDHA è fortemente impegnata nell’accoglienza delle persone con disabilità, a partire dal sito Expofacile.

Il consiglio direttivo di LEDHA, eletto martedì 21 aprile, oltre a Fontana vede Marco Faini (ANFFAS Lombardia) nel ruolo di vicepresidente, Luisella Bosisio Fazzi confermata nel suo ruolo di tesoriere e i consiglieri Antonio Bianchi (Coordinamento bergamasco per l'integrazione), Armando De Salvatore (Alfa), Daniela Martinenghi (ANFFAS Lombardia), Fabio Pirastu (Coordinamento pavese per i problemi dell'handicap), Fulvio Santagostini (LEDHA Milano) e Gabriele Schiavi (AISM).

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