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Disabilità

Da Milano parte la rivoluzione del OMS sulle tecnologie assistive essenziali

27 Aprile Apr 2015 1419 27 aprile 2015
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«Dal 27 al 29 aprile presso la nostra sede ci sarà il primo workshop tecnico aperto agli esperti di tutto il mondo per rendere gli ausili per le persone con disabilità più accessibili ed economici, in tutto il mondo», spiega Renzo Andrich, del Centro Innovazione e Trasferimento Tecnologico della Fondazione Don Gnocchi

C’è in vista una rivoluzione nel mondo delle tecnologie assistive, che renderà gli ausili per le persone con disabilità più accessibili e più economici, in tutto il mondo. La strada che porterà a questi obiettivi si chiama GATE - Global Collaboration on Assistive Health Technology (Collaborazione Mondiale in tema di Ausili Tecnici) ed è un’iniziativa lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. GATE muoverà il suo primo passo a Milano, dal 27 al 29 aprile, in casa della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Presso il Centro IRCCS “S. Maria Nascente” della Fondazione Don Gnocchi (via Capecelatro 66) si svolgerà infatti il primo workshop tecnico internazionale, a cui parteciperanno trenta esperti provenienti da tutta Europa (uno per ogni Paese), insieme ad alcuni funzionari dell’OMS.

L’ingegnere Renzo Andrich, del Centro Innovazione e Trasferimento Tecnologico della Fondazione Don Gnocchi, è project leader del progetto EASTIN, una rete europea sulle tecnologie assistive, di cui la Don Gnocchi è capofila. È lui a spiegare l’importanza del workshop di lunedì: «L’OMS ha lanciato una consultazione aperta agli esperti di tutto il mondo, che ha fra i suoi obiettivi quello di individuare le tipologie di ausilio che devono essere ritenuti “essenziali”, di cui cioè deve essere garantita ovunque la disponibilità».

Gli ausili individuati formeranno una lista detta APL (Priority Assistive Product List) e l’OMS raccomanderà questi ausili a tutti gli stati membri (inclusi quindi anche i paesi in via di sviluppo), indicandoli come prioritari nelle politiche socio sanitarie e industriali. In poche parole gli ausili che entreranno nella APL «dovranno essere disponibili in tutti i paesi del mondo, cosa niente affatto scontata, a prezzi accessibili», spiega Andrich. L’impatto di questa futura lista sarà quindi maggiore nei Paesi più arretrati, ma «ne beneficeranno anche i Paesi ad alto tenore di welfare, come l’Italia». Come? Accadrà – continua Andrich – qualcosa di molto simile a quel che è accaduto in passato con la EML, ovvero la lista dei farmaci essenziali stilata dall’OMS. Alcuni farmaci un tempo non erano accessibili in alcuni Paesi, perché coperti da brevetti, poi con la lista dell’OMS è nato il concetto di “farmaco generico”, di cui beneficiamo anche noi: «È facile immaginare che accadrà qualcosa di analogo, ci sarà una spinta politica che avrà conseguenze sulle scelte industriali, i prodotti saranno più robusti e più economici».

Il workshop di Milano non ha l’obiettivo di stilare una bozza della lista APL, ma quello preliminare di definire in un team internazionale di esperti le indicazioni metodologiche per il lavoro: la definizione della lista infatti è un lavoro tutt’altro che facile, che richiederà il contributo di esperti da tutto il mondo, sia per gli interessi economici che ci sono in gioco sia perché la conoscenza pratica degli ausili non è consolidata allo stesso modo in tutti i paesi del mondo. Il percorso di GATE prevederà successivamente anche una consultazione pubblica online e mira a preparare uno specifico piano d’azione da sottoporre all’Assemblea OMS del 2016.