Economia solidale

Regione Lombardia, una legge sostiene l'equosolidale

27 Aprile Apr 2015 1617 27 aprile 2015

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una legge che per la prima volta fissa regole chiare a sostegno e riconoscimento delle organizzazioni di commercio equo e solidale. «Si tratta di un comparto che annovera oltre 70 mila punti vendita in tutta Europa, 150 dei quali in Lombardia con 13 mila soci», spiega Michele Busi, consigliere del Patto Civico, tra i firmatari del provvedimento

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Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una legge che per la prima volta fissa regole chiare a sostegno e riconoscimento delle organizzazioni di commercio equo e solidale. «Si tratta di un comparto che annovera oltre 70 mila punti vendita in tutta Europa, 150 dei quali in Lombardia con 13 mila soci», spiega Michele Busi, consigliere del Patto Civico, tra i firmatari del provvedimento

Sostegno e riconoscimento delle organizzazioni di commercio equo e solidale e tutela di venditori e consumatori. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una legge che per la prima volta fissa regole chiare e certe per un comparto che ha saputo crescere in quantità e qualità e annovera ormai oltre 70 mila punti vendita in tutta Europa, 150 dei quali in Lombardia con 13 mila soci.

La legge in particolare definisce soggetti e prodotti che potranno beneficiare di contributi e fissa alcuni requisiti fondamentali che riguardano il prezzo equo dei prodotti, il miglioramento degli standard ambientali della produzione, la trasparenza della filiera, una serie di doveri a carico del produttore (condizioni di lavoro sicure, equa retribuzione, rispetto dei diritti sindacali).
Il testo recepiva diverse sollecitazioni contenute in un precedente progetto di iniziativa popolare che aveva raccolto 7.780 firme. Particolarità della legge lombarda è l’attenzione anche ai prodotti della filiera corta regionale.

«Un provvedimento importante, che non solo disciplina in modo avanzato la materia, ma che soprattutto riconosce il valore sociale e culturale del settore come forma di cooperazione», spiega Michele Busi, consigliere del Patto Civico, tra i firmatari del provvedimento. «Finalmente il commercio equo e solidale viene valorizzato come modello di un’economia partecipata, attenta alla conservazione dell’ecosistema, socialmente sostenibile e rispettosa dei diritti. Con un ruolo fondamentale nella promozione dell’incontro fra culture diverse».

Le nuove norme
Saranno sostenute iniziative culturali e azioni di sensibilizzazione, attività di formazione anche nelle scuole, azioni nel campo della cooperazione, fiere periodiche, fondi di garanzia da parte di banche etiche per progetti di queste organizzazioni. L’Aula ha anche approvato un emendamento per garantire al consumatore informazioni sulla ripartizione dei prezzi lungo la filiera.

Albo, Consulta e Giornata regionale
Le cooperative del settore potranno iscriversi nell’albo ad hoc previsto dalle norme per la cooperazione in Lombardia e in materia di volontariato, associazionismo e mutuo soccorso. Sarà istituita una Consulta regionale che si occuperà dell’attuazione della legge, di favorire reti locali e promuovere iniziative e verrà promossa e organizzata “la giornata regionale del commercio equo e solidale”.

Numeri
In Lombardia sono 60 i soggetti che fanno “commercio equosolidale” per un totale di 13.000 soci, 150 punti vendita e un fatturato annuo di quasi 18 milioni di euro. 2000 volontari sono impegnati nelle botteghe lombarde e circa 300 sono gli addetti regolarmente retribuiti. Per i progetti da realizzare con questa legge la Regione ha messo a diposizione 100.000 euro.