Emergenze

Terremoto in Nepal, la strage dei disabili

28 Aprile Apr 2015 1047 28 aprile 2015

Cbm Italia, presente nel paese da oltre 30 anni, sottolinea come il tasso di mortalità a causa del terremoto tra le persone con disabilità sia doppio rispetto a quello del resto della popolazione. E i problemi non finiscono neppure dopo la prima fase di emergenza

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Nepal Disabili
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Cbm Italia, presente nel paese da oltre 30 anni, sottolinea come il tasso di mortalità a causa del terremoto tra le persone con disabilità sia doppio rispetto a quello del resto della popolazione. E i problemi non finiscono neppure dopo la prima fase di emergenza

Il terremoto ha portato distruzione e morte tra la popolazione del Nepal e, in queste ore di incertezza, c’è un dato allarmante: il tasso di mortalità delle persone con disabilità è il doppio rispetto a quello del resto della popolazione durante le catastrofi naturali. E' quanto sottolinea CBM Italia, organizzazione presente nel paese da più di 30 anni con 9 progetti su tutto il territorio: 2 cliniche oculistiche, programmi di cura e prevenzione della disabilità uditiva, programmi di Riabilitazione su Base Comunitaria.
“Essere disabile in un paese in via di sviluppo significa non avere un futuro. Le emergenze poi portano con sé un ulteriore e tremendo effetto: cresce il numero delle persone con disabilità. Al tempo stesso c’è la loro difficoltà e spesso impossibilità ad accedere alla catena degli aiuti umanitari - ha detto Massimo Maggio, Direttore di CBM Italia Onlus – Provate a pensare quanto può essere devastante l’effetto di un terremoto nella vita di un bambino cieco o con disabilità. Il caos e il terrore provocato da un’emergenza naturale rende ancora più drammatiche le condizioni di vita di una persona con disabilità.”
Le persone con disabilità sono quelle esposte ai rischi più drammatici durante le emergenze e i cataclismi naturali. I bambini e le persone con disabilità con difficoltà riescono a mettersi al riparo perché la maggior parte delle strutture di primo soccorso non sono accessibili. Questo significa che i sopravvissuti e le persone con disabilità rischiano di essere esclusi dalla catena degli aiuti umanitari e dalle tradizionali risposte di emergenza: cibo, acqua potabile e servizi sanitari. In queste ore CBM si è unita ai soccorritori per valutare i danni e determinare i bisogni delle persone colpite. Sulla base delle informazioni raccolte fino ad oggi, al momento l’area orientale del Paese non è stata danneggiata.

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