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Silicon Valley

Google, il business cresce quando si investe sulle minoranze

6 Maggio Mag 2015 1753 06 maggio 2015
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Il motore di ricerca più usato al mondo si adegua ai cambiamenti dei trend demografici e punta a diversificare la sua forza lavoro formando e assumendo donne, neri e immigrati.

Google punta sulla diversità aziendale. E ci mette pure i soldi. Sono 150 i milioni che l’azienda quest'anno ha messo sul piatto per attrarre il talento delle così dette minoranze e degli immigrati. Ma il talento non è abbastanza; bisogna investire anche sull’ambiente aziendale che deve essere inclusivo, aperto, tollerante, stimolante. E prima che il talento arrivi a Google, Google può andare alla fonte delle opportunità investendo nella scuola e nella formazione.

«Troppe donne e neri con un talento per la tecnologia sono ai margini del mercato» sostiene Nancy Lee, Google's vice president of people operations. Attualmente 7 persone su 10 che lavorano a Google sono uomini. I latini costituiscono solo il 3% della forza lavoro dell’azienda, mentre gli afro-americani il 2% . La gente, spiega Google, sembra accettare che la carenza di donne, di afro-americani o di ispanici nelle aziende di Silicon Valley sia figlia della cultura tecnologica dominata dalla presenza di uomini e di asiatici.

Google non nasconde che l’azienda si sta adeguando ai cambiamenti dei trend demografici. Entro il 2044 i bianchi sono destinati a diventare una minoranza negli Stati Uniti mentre il potere d'acquisto latino ed afro-americano dominerà il mercato. Diversificare la forza lavoro ora è un vantaggio competitivo che pagherà i dividendi in futuro.«Le aziende tecnologiche sono consapevole di come il futuro della nostra industria dipenda anche dalla capacità di essere più inclusive» spiega Lee. «Stiamo letteralmente costruendo prodotti per il mondo, di conseguenza non possiamo essere un’azienda omogenea».

Google non sta iniziando da zero. I dipendenti possono fare volontariato ( investendo il 20% del loro tempo) lavorando su progetti di diversità attraverso un programma chiamato Diversity Nucleo. Più della metà dei quasi 56.000 dipendenti di Google ha partecipato ad un seminario di 90 minuti sul pregiudizio inconscio.

La competizione cosa fa?
In gennaio, Intel ha accantonato un fondo di $300 milioni da investire in programmi di valorizzazione della diversità nel corso dei prossimi cinque anni. In marzo Apple ha promesso 50 milioni di dollari a organizzazioni non-profit, tra cui la Thurgood Marshall College Fund a il National Center for Women and Information Technology. Facebook va controcorrente. Il social network re della condivisone, non ha voluto rivelare quanto sta investendo in iniziative sulla diversità.

Approfondimenti.
Le competenze multiculturali sono un vantaggio per le aziende. Secondo una ricerca di McKinsey, assumendo talenti di diversa etnia, si ha un 35% di probabilità di ottenere ritorni finanziari superiori a quelli dei competitori.
Per ogni aumento del 10% nella diversità razziale ed etnica del team senior executive, l’utile prima di interessi e imposte (EBIT) aumenta dello 0,8 per cento.

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