Triulza
il caso

Expo, Cascina Triulza prova a cambiare marcia

8 Maggio Mag 2015 1550 08 maggio 2015
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Dopo una prima settimana in chiaroscuro, la direttrice Chiara Pennasi: «Dobbiamo diventare più visibili, ecco come ci riusciremo». L'intervista

A una settimana esatta dall’apertura dell’Expo, Chiara Pennasi, direttore del padiglione della società civile, prova a fare un primo di cascina Triulza. Un bilancio in chiaroscuro, complice anche un posizionamento della Casa del non profit forse un po’ marginale rispetto al flusso di persone che quotidianamente affolla il decumano. I numeri in effetti parlano di 3mila presenza quasi tutte però calamitate dai 17 eventi realizzati in Cascina. Al di fuori di questi calendario, le presenza sono state davvero poche. E di certo sta giocando a favore della visibilità l’installazione della Ferrero che obiettivamente fa “ombra” alla Cascina, «e della quale non eravamo stati avvertiti», aggiunge Pennasi.

Cosa è andato storto fino ad ora?
La mancanza di visibilità. Sapevamo di essere posizionati lungo il Cardo e non sul corridoio centrale. Per un verso siamo molto soddisfatti della qualità e della presenze agli eventi. Il problema è che non riusciamo a intercettare i visitatori “generalisti”, diciamo così. Quelli che non vengono appositamente per noi.

Come rimediare?
Innanzitutto entro mercoledì dovrebbero arrivare i tre mega palloni che posizioneremo nei tre angoli della cascina e che saranno visibili da ogni punto dell’Expo. Dovevano essere pronti per l’inaugurazione, ma i fornitori sono in ritardo. Nostro malgrado.

Basterà?
No e infatti, abbiamo previsto altre iniziative. Metteremo una serie di mucche finte che indicheranno il tragitto che da decumano porta in cascina. Proveremo poi a “convincere” Expo a dare il via libera all’ingresso del latte nel caseificio della cascina per iniziare a produrre il formaggio. L’autorizzazione l’abbiamo inviata prima dell’inizio dell’Esposizione, ma ancora non abbiamo avuto feedback. Un caseificio realmente funzionante sarebbe un polo d’attrazione sicuramente potente. Infine abbiamo chiesto ai nostri ragazzi in servizio civile di mettere a punto un progetto di “ingaggio” dei visitatori attraverso un panel di animazioni che condurranno gli interessati fin davanti agli stand delle nostre organizzazioni.

Cosa invece vi ha sorpresi in positivo?
L’area Pic-nic sta funzionando molto bene. È praticamente sempre piena.

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