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Scongiurato (per ora) il 5 per mille alla scuola

19 Maggio Mag 2015 1248 19 maggio 2015

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini in aula: «Stralciamo l'articolo, ma non si accantona né si abbandona l'idea di introdurre il meccanismo molto utile e produttivo. Il Governo si impegna comunque, ritenendo valido il principio che introduceva questo articolo, a proporlo più avanti»

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Camera
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Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini in aula: «Stralciamo l'articolo, ma non si accantona né si abbandona l'idea di introdurre il meccanismo molto utile e produttivo. Il Governo si impegna comunque, ritenendo valido il principio che introduceva questo articolo, a proporlo più avanti»

Il 5 per mille per le scuole per il momento è scongiurato. La Camera ha votato la soppressione dell'articolo 17 (come richiesto dagli sugli identici emendamenti Brescia 17.1, Lenzi 17.2, Palmieri 17.3 e Giancarlo Giordano 17.4) con il parere favorevole della Commissione e del Governo: 380 sì e 13 no. La questione è stralciata e rinviata ad altro intervento, magari di natura fiscale.

Per ora dunque niente 5 per mille scolastico. Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini intervenendo in Aula ha speigato che «non si accantona né si abbandona l'idea di introdurre il meccanismo molto utile e innovativo». «Il Governo si impegna comunque, ritenendo valido il principio che introduceva questo articolo, cioè la possibilità anche per la scuola di ricorrere al 5 per mille, a riproporre, una volta trovati fondi diversi cercando una copertura aggiuntiva rispetto a quelle già stanziate, la norma in un successivo provvedimento che magari affronti temi di natura fiscale».

L'idea è che il contenuto dell'art. 17 verrà riproposto nella legge di Stabilità si spera con meno pasticci e più chiarezza, e soprattutto si ascolti il coro unanime del Terzo settore che sarebbe stato una volta di più penalizzato.

Già in mattinata la discussione, arrivata all’articolo 17, aveva visto la richiesta a sorpresa della relatrice Maria Coscia (PD), che aveva chiesto «di accantonare questo articolo» in attesa «di comprendere alcuni temi dalla Commissione Bilancio, capire se si possono avere diverse coperture». La relatrice ha detto chiaramente che nell'introdurre il 5 per mille alla scuola di deve «affermare il principio che il 5 per mille destinato alle istituzioni scolastiche non dovesse entrare in competizione con il 5 per mille del terzo settore» e che quindi è necessario «prevedere una copertura finanziaria dedicata al sistema scolastico» e che comunque, anche trovato questo fondo dedicato, «rimaneva una competizione tra i due ambiti e bisognava prevedere la doppia casella per potere fare un'opzione in questa direzione».

La discussione sulla norma quindi continua, ma «il problema è essenzialmente tecnico e non politico. Siamo coscienti del fatto che se esistesse una sola possibilità di scelta tra la destinazione del 5permille alla scuola o al Terzo Settore, le scelte si orienterebbero prevalentemente sulla prima opzione. Per questo stiamo pensando alla via della “doppia opzione”».

Insomma sembra che l'appello lanciato da Vita.it sia stato ascoltato. (Leggi qui e qui).

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