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Da Cascina Triulza parte la campagna per il riconoscimento dell'acqua come diritto

21 Maggio Mag 2015 1207 21 maggio 2015
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La proposta, lanciata in occasione del Convegno “Water, Energy, Food (The Nexus approach)” promosso dalla Cooperazione italiana promuove il nuovo sito WaterHumanRightTreaty.org. L’bbiettivo è garantire, entro il 2020, il diritto umano all'acqua e ai servizi igienici per tutti

Prende il via la campagna per il riconoscimento dell'acqua come diritto umano, che si avvale del nuovo sito WaterHumanRightTreaty.org. La proposta è stata lanciata oggi, 21 maggio, in occasione del Convegno “Water, Energy, Food (The Nexus approach)” promosso dalla Cooperazione italiana alla Cascina Triulza a Milano.

Il Comitato Italiano per il Contratto Mondiale (Cicma) sull'Acqua si fa portavoce di un nuovo obiettivo: garantire, entro il 2020, il diritto umano all'acqua e ai servizi igienici per tutti, come previsto dalla risoluzione delle Nazioni Unite del luglio 2010. Lo strumento necessario è un trattato di diritto internazionale, firmato dagli Stati, che definisca a livello sostanziale e procedurale come raggiungere questo diritto.

L'obiettivo della campagna, sostenuta anche da Mani Tese. Cevi e Cospe, è quello di individuare - attraverso la mobilitazione di cittadini, reti internazionali, movimenti sociali, Ong e associazioni - un gruppo di Stati e istituzioni disposti ad avviare negoziati per un secondo protocollo del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e culturali che definisca le modalità di realizzazione di un diritto umano all'acqua e ai servizi igienico-sanitari.

«È necessario chiedere alla comunità internazionale di stabilire norme giuridicamente vincolanti per il diritto all'acqua per realizzare la risoluzione 64/292 del luglio 2010, che ha sancito che “il diritto all'acqua potabile e ai servizi igienici è un diritto umano essenziale per la qualità della vita e l'esercizio di tutti i diritti umani”», dichiara Rosario Lembo, presidente di Cicma.

Alla risoluzione di luglio è seguita quella del Consiglio per i Diritti Umani del settembre 2010, che afferma che ‘il diritto fondamentale all'acqua e ai servizi igienico-sanitari è associato al diritto ad un adeguato standard di vita ed è indissolubilmente legato al miglioramento della salute fisica e mentale’. Quest’ultima risoluzione sancisce anche (art. 8, comma a) che spetta agli Stati in prima istanza la responsabilità di garantire il pieno esercizio di tutti i diritti dell’uomo.

«Dopo cinque anni non vi è ancora stata alcuna attuazione concreta, mentre l'urgenza di sancire i diritti umani attraverso strumenti giuridici internazionali, nell'attuale processo di globalizzazione, è una priorità», conclude Lembo.

La campagna è anche uno strumento per contrastare le minacce ai diritti umani provenienti da trattati internazionali - come TTIP, CETA ed EPA - che mirano ad influenzare la sovranità degli Stati.

WaterHumanRightTreaty è una proposta di azioni aperte al contributo e alla condivisione di movimenti, reti e comitati impegnati nella difesa dell'acqua e dei diritti umani che vogliono contrastare il processo di accaparramento e la finanziarizzazione dei beni comuni, per sottrarre alle multinazionali e al libero mercato la governance dei beni comuni del nostro pianeta.

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