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Fame nel mondo in calo, ma la sicurezza alimentare è ancora lontana

28 Maggio Mag 2015 1823 28 maggio 2015
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Secondo il rapporto della FAO presentato mercoledì a Roma, il numero delle persone che soffrono la fame nel mondo è diminuito dell’11%, rimane però una percentuale ancora troppo alta. Fondamentale per la sicurezza alimentare, sarà la lotta al cambiamento climatico

Il numero di persone che attualmente soffrono la fame nel mondo è sceso a 795 milioni, circa una persona su nove. Sono 216 milioni in meno rispetto al biennio 1990-92, data in cui era stato stabilito l’obiettivo di ridurre della metà, nel 2015, la percentuale di persone che soffrono la fame. Al momento la percentuale di persone che non sono in grado di consumare cibo sufficiente per una vita attiva e sana nei paesi in via di sviluppo è scesa dal 23,3% al 12,9% e sono 72 i paesi che hanno raggiunto l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare la proporzione delle persone cronicamente sottoalimentate.

Questi i numeri del rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla fame (Lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo 2015 - SOFI) pubblicato dall'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e dal Programma alimentare mondiale (WFP) che è stato presentato il 27 maggio, a Roma.

"Il quasi raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sulla fame ci dimostra che è possibile eliminare questa piaga nel corso della nostra esistenza. Dobbiamo essere la generazione Fame Zero. Questo obiettivo dovrebbe essere integrato in tutti gli interventi politici ed essere al centro della nuova agenda per lo sviluppo sostenibile da stabilire quest'anno", ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva.

La battaglia però sembra ancora molto lontana dall’essere vinta.

“E’ incoraggiante che sempre meno uomini, donne e bambini soffrano la fame nel mondo. Siamo tuttavia molto preoccupati che i progressi nella lotta alla fame stiano rallentando.” Ha commentato Luca Chinotti, policy advisor di Oxfam, “Non dobbiamo però perdere di vista il fatto che nel 2015, in un mondo di abbondanza, ci sono ancora 795 milioni di persone che non hanno ancora abbastanza da mangiare. Tutto ciò è ingiusto e ingiustificabile”.

Tra le minacce più forti, secondo Chinotti, anche il cambiamento climatico che, se non fosse considerato, potrebbe drammaticamente annullare i progressi realizzati sino ad oggi.

“Contrastare il cambiamento climatico è un aspetto chiave nella lotta alla povertà,” aveva dichiarato Kumi Naidoo, Direttore Esecutivo di Greenpeace International, durante l’Assemblea Generale Annuale dello European Foundation Centre che si è tenuta la scorsa settimana a Milano. “Il tema della sicurezza alimentare deve essere affrontato in modo sistemico, dando priorità a questo tema, se non vogliamo essere travolti dalle conseguenze”.

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