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Africa

Avsi chiude per sicurezza il Centro Meo Lino Lava in Burundi

5 Giugno Giu 2015 1719 05 giugno 2015
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Monica Treu, responsabile della Fondazione per il paese africano è rientrata temporaneamente in Italia per via della guerra interna che si è scatenata. «Abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di fermare temporaneamente le attività, per evitare di mettere in pericolo chi vive con noi. La speranza e di poter riprender al più presto il nostro lavoro cominciato nel 2001»

In questo periodo difficile per il Burundi, paese che mi ha accolto ormai da quasi nove anni, il mio pensiero va soprattutto alle mamme e ai bambini che frequentano il Centro MEO Lino Lava, che come AVSI sosteniamo fin dalla sua nascita nel 2001.

A causa dell’insicurezza che regna nel quartiere dove il centro è costruito, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di fermare temporaneamente le attività, per evitare di mettere in pericolo le persone che lo frequentano e ci lavorano.

In questi anni di condivisione il coraggio di queste donne mi ha insegnato molto, a me che vengo da un continente dove spesso si da tutto per scontato, tutti i servizi di cui possiamo usufruire, come l’istruzione, la sanità e i servizi sociali. In particolare per me è stata fonte d’ispirazione la storia della signora Rose, donna sola e grande lavoratrice, che non si è fermata davanti alle difficoltà e pur con grandi sacrifici, si prende cura di molti orfani che segue con l’affetto di una mamma.

Rose è diventata anche volontaria presso il centro di AVSI: dopo aver seguito un corso organizzato in collaborazione con il Centro Nazionale per l’Alfabetizzazione, ora è insegnante per adulti e dà supporto allo staff del Centro per le sessioni di educazione alimentare fatte ai genitori dei bambini malnutriti.

Un’altra persona che ho visto fiorire in questi anni intorno a me è la Responsabile del Centro MEO, Christine Niyokindi chiamata con affetto “Maman MEO”, una donna allegra sempre disponibile all’ascolto e all’aiuto dei bambini che frequentano il Centro. Anche lei è riuscita a far splendere le sue qualità, in un contesto di vera bellezza, qual è il Centro MEO. In tutti questi anni ha valorizzato il lavoro di squadra e si è assunta la responsabilità di passare da una visione del lavoro assistenziale ad una visione che tenga veramente conto della crescita umana e sociale dei beneficiari coinvolti. La mia speranza, in questi momenti difficili per il paese, è quella che presto la situazione possa tornare alla normalità e che il Burundi e il suo popolo possano ritrovare la pace e la sicurezza.