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Innovazione

Nasce Rete Culture, la prima piattaforma per il patrimonio culturale

10 Giugno Giu 2015 1918 10 giugno 2015
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Il progetto di Coopculture per la gestione integrata delle attività culturali e turistiche presentato oggi a Cascina Triulza, il Padiglione della Società Civile di Expo Milano 2015

Si chiama Rete Culture la prima piattaforma di innovazione sociale per la gestione integrata del patrimonio e delle attività culturali e turistiche. E per il suo battesimo ufficiale non poteva trovare vetrina migliore di Expo 2015. A lanciarla oggi a Cascina Triulza, il Padiglione della Società Civile di Expo, è stata CoopCulture, azienda leader in Italia nel comparto dei beni culturali.

Rete Culture è una piattaforma digitale che raccoglie, verifica, organizza e mette a sistema tutte le informazioni e le risorse presenti sul web per la gestione del patrimonio culturale italiano. Si rivolge in particolare alle organizzazioni che operano sul territorio italiano nel settore dei beni culturali e delle attività turistiche correlate, con l’obiettivo di migliorare e ampliare l’accessibilità e la fruibilità del patrimonio e dei territori che lo ospitano.

«In uno scenario di risorse pubbliche sempre più scarse per i beni comuni ed in particolare per quelli culturali, Rete Culture consente di fare un salto di qualità nella collaborazione ormai imprescindibile fra pubblico e privato, fra istituzioni e imprenditorialità cooperativa», ha affermato Giovanna Barni, Presidente di CoopCulture. «Forti di oltre vent’anni di esperienza nel settore, con questo progetto la nostra ambizione è accelerare un’inversione di tendenza che stiamo cavalcando da tempo: passare anche nel comparto dei beni culturali da meccanismi di decisione top-down a modalità collaborative e di coinvolgimento degli operatori sul territorio, degli stakeholder e delle comunità, secondo il nuovo modello della sharing economy di cui il sistema cooperativo è stato antesignano».

La presentazione di Rete Culture

«Fare rete e mettere a sistema informazioni e processi per la gestione dei beni culturali è un’operazione importante per chi opera in questo comparto ma anche e soprattutto per le persone, i turisti, tutti coloro che vogliono fruire del nostro immenso patrimonio», ha commentato Roberto Ferrari, Economista della Cultura e Partner di Struttura Consulting. «Prima di tutto perché la rete consente agli operatori un’economia di scala e una maggiore efficienza e quindi di proporre i servizi a costi inferiori rispetto ad una gestione tradizionale. Un meccanismo di rete innovativo e realmente efficiente come Rete Culture può inoltre contribuire a cambiare sia le politiche pubbliche di gestione del patrimonio culturale sia i comportamenti degli utenti. Questo è l’obiettivo più ambizioso del progetto, un esempio concreto di innovazione sociale per superare il paradigma tradizionale e ormai disfunzionale di gestione pubblica del patrimonio culturale».

Il progetto ha già avuto il sostegno di Legacoop a livello nazionale, di Coopfond per il finanziamento della piattaforma e di Cooperazione Finanza Impresa per finanziare la crescita delle imprese locali. La forte integrazione di cooperative diffuse sul territorio nazionale è uno degli obiettivi strategici di Rete Culture: la rete consente infatti anche a strutture piccole ma radicate localmente, e quindi fondamentali per la promozione dei territori, di essere supportate nella loro attività, rendendole più efficiente e consentendo loro di stare sul mercato in maniera competitiva.

CoopCulture (coopculture.it), che ha ideato e promosso il progetto, è tra le più grandi realtà in Italia ad operare nel settore dei beni e delle attività culturali. Con oltre 43 milioni di euro di fatturato nel 2014, gestisce con oltre 1.000 operatori più di 250 siti tra musei, biblioteche, luoghi d’arte e di cultura in tutto il paese: dal Colosseo a Roma al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, da Palazzo Ducale a Venezia ai Musei del Castello Sforzesco di Milano, per fare solo alcuni esempi. Per Expo Milano 2015 CoopCulture gestisce le biglietterie, con 250 operatori appositamente formati e impegnati alle 100 casse dei 4 varchi dell’Esposizione Universale.

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