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Solo l'educazione può salvare i bambini da schiavitù e accattonaggio

11 Giugno Giu 2015 1301 11 giugno 2015
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In occasione del 12 Giugno, Giornata Mondiale contro il lavoro minorile, l’associazione comunica i dati del 114 e rilancia l’appello di Papa Francesco

La piaga del lavoro minorile non risparmia l’Italia, dove il fenomeno è strettamente legato all’abbandono scolastico e prende i tratti della schiavitù e dell’accattonaggio, coinvolgendo in particolare i minori stranieri non accompagnati. A confermarlo sono i dati della linea d’Emergenza Infanzia 114, diffusi da Telefono Azzurro in occasione del 12 giugno, Giornata mondiale contro il lavoro minorile. I casi di lavoro minorile segnalati sono caratterizzati da multiproblematicità, ma la costante è proprio l’abbandono scolastico, a cui si affiancano varie forme di disagio familiare e personale.

Addirittura l’84% dei casi di lavoro minorile riguarda poi situazioni di accattonaggio, vera e propria forma di sfruttamento e di schiavitù, che coinvolgono per lo più bambini di nazionalità straniera (85%), maschi (55%) della fascia di età compresa tra 0-10 anni (71,4%). Sono bambini che vivono nel 41,3% dei casi al Sud, nel 30,4% al Centro e per il restante 28,2% al Nord d’Italia.

«Tanti bambini nel mondo non hanno la libertà di giocare, di andare a scuola, e finiscono per essere sfruttati come manodopera» ha dichiarato in questi giorni Papa Francesco, sottolineando l’importanza della scuola come elemento cruciale di ogni possibile risposta allo sfruttamento dei più piccoli e rivolgendo il suo appello alla Comunità internazionale affinché contrasti il lavoro minorile e riconosca i diritti dell’infanzia.

Telefono Azzurro, da 28 anni in prima linea nella sensibilizzazione e nella risposta alle richieste di aiuto, rilancia l’appello del Pontefice. L’educazione resta la strada maestra per combattere il lavoro minorile e non esistono emergenze che possano mettere in secondo piano i diritti dei bambini.

Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro

«Papa Francesco parla giustamente di un problema sempre più grave», dichiara il Professor Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro. «La crisi economica e l’emergenza immigrazione stanno infatti aggravando una situazione che denunciamo da anni. Ma ciò che sta emergendo è una pericolosa tendenza a minimizzare questo dramma, come se le difficoltà economiche giustificassero lo sfruttamento dei bambini. E come se l’emergenza data dall’aumento dei flussi migratori rendesse inevitabile calpestare i diritti dell’infanzia, in particolare di alcune etnie».

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