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Valle d'Aosta, il Consiglio regionale approva la legge no slot

12 Giugno Giu 2015 1528 12 giugno 2015
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Divieto di aprire sale gioco vicino a scuole, marchio “slot free” e riduzioni Irap per chi rinuncia alle macchinette. Un'altra regione vara una legge no slot. Mentre Roma continua a latitare

Riduzione dell'Irap a partire dal 2016 per i locali che rinunciano alle slot machines e ottengono il marchio “Slot free”, un'imposta più pesante per le sale e gli spazi per il gioco d'azzardo e divieto di aprire sale da gioco a meno di 500 metri da scuole e altre strutture sensibili. Lo prevede il disegno di legge sul gioco d'azzardo patologico (gap) che all'unanimità il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha approvato oggi.

Alle misure di contrasto la nuova legge affianca una serie di interventi per monitorare il fenomeno della ludopatia in Valle e formare il personale che si occupa delle persone dipendenti dal gioco d'azzardo.

«Dal 2009 al 2014 il SerD è passato da 29 a 59 pazienti di cui 49 maschi (età media 46,5 anni) e 10 donne (età media 45 anni)» ha spiegato uno dei relatori del provvedimento, l'unionista Claudio Restano. «In Valle d'Aosta le slot machine installate in bar, local notturni, sale gioco e tabaccherie sono circa 3000». Restano ha poi definito il provvedimento «innovativo» perché «introduce in maniera forte il concetto della prevenzione, che è più che mai indispensabile. Inoltre la legge sarà attentamente monitorata nella sua concreta applicazione e potrà essere modificata in base ai risultati ottenuti o alle eventuali criticità che emergeranno e anche alla luce della legge nazionale che a breve dovrebbe essere emanata dallo Stato».

La legge è stata approvata un anno dopo l'approvazione in Giunta. «Il tempo per arrivare oggi alla discussione è stato lungo, ma ben speso. Con questo provvedimento si lancia un segnale importante per il futuro, affinché le occasioni di gioco siano meno frequenti e si possano così diminuire le possibilità di cadere nella grave patologia» ha commentato il presidente della Regione Augusto Rollandin.

Secondo Carmela Fontana, del PD-SVdA, «con questo provvedimento normativo si punta alla prevenzione, non al proibizionismo, con l'obiettivo di regolamentare l'accesso consapevole al gioco. Importante è l'inserimento nei Livelli essenziali di assistenza».

Patrizia Morelli di Alpe ha affermato che «come sempre si sarebbe potuto fare di più, ma riteniamo che la proposta oggi in discussione sia il risultato onesto di una mediazione tra visioni diverse».

«Lo spirito che anima questa norma è la certezza che è solo con l'informazione e la consapevolezza della possibile patologia si può aggredire e persino fermare il problema» ha dichiarato Nello Fabbri dell'Uvp.

«Avevamo posizioni molto più integraliste, ma abbiamo avuto modo di effettuare diverse audizioni che ci hanno fatto approfondire e meglio capire la questione, conoscendo i punti di vista degli imprenditori ma anche dei malati. Si poteva fare di più, ma questo è comunque un buon inizio» ha affermato invece Roberto Cognetta del M5s.

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