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Post Terremoto

Mentre il Nepal trema nei Villaggi Sos si accolgono i piccoli

15 Giugno Giu 2015 1635 15 giugno 2015
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Il racconto di Shankar Pradhananga, direttore nazionale di Sos Villaggi dei Bambini in Nepal: «Vite da ricostruire. I bambini non accompagnati hanno bisogno di sostegno immediato e duraturo!»

Mentre il Nepal continua a tremare, il Centro di studio sismico ha registrato più di duemila scosse dal 25 aprile a oggi, che sembrano non arrestarsi (l’ultima è stata avvertita il 12 giugno) 32 bambini non accompagnati sono già stati accolti nei Villaggi Sos del Paese. «I bambini rimasti soli hanno bisogno di un sostegno psicologico immediato e duraturo. Stimiamo di accoglierne e sostenerne, nei prossimi mesi, circa 2.500» dice Shankar Pradhananga, Direttore nazionale di Sos Villaggi dei Bambini in Nepal. «La perdita traumatica dei genitori, spesso avvenuta sotto i loro occhi, necessita di un processo di elaborazione lungo e spesso difficile. Le prime settimane sono spesso le più drammatiche».

Nel Villaggio Sos di Sanothimi – fanno sapere da Sos Villaggi dei Bambini Italia - è appena arrivata Lila. Ha 10 anni e stava giocando in cortile con i suoi cugini quando il terremoto ha distrutto la sua casa. Sotto le macerie sono rimasti intrappolati il padre e la madre. Sono stati i vicini a informare Sos Villaggi dei Bambini. La piccola vagava sola tra i resti della casa, cercando la mamma. «Abbiamo dato inizio alla ricerca dei parenti che potessero occuparsi di lei. Non abbiamo trovato nessuno e l’abbiamo quindi accolta. Era disperata, traumatizzata. Ora grazie all’amore degli educatori e degli altri nuovi fratelli, orfani anch’essi a causa del terremoto, ha ripreso ad andare a scuola. Sorride di nuovo ma conosciamo quel dolore e sappiamo che si insinua e divora speranza e fiducia», continua Shankar.

Ishara S.KODIKARA/AFP/Getty Images

Le persone stanno cercando di tornare alla normalità. Molte famiglie vivono ancora sotto le tende. Chi invece proveniva dalle zone collinari ha iniziato a spostarsi verso la valle di Kathmandu per la paura di frane. «Un Paese che trema e che è afflitto ora da una crisi economica e sociale terribile. Il governo ha deciso di togliere le tasse sull’agricoltura a chi è stato colpito dal terremoto e ha rinunciato alla tariffa doganale del 50% sull'importazione dei prodotti necessari per la costruzione di case e rifugi temporanei. La viabilità è stata in alcune aree completamente compromessa. L’arrivo della stagione dei monsoni renderà tutto più complicato. I prezzi dei prodotti alimentari di base sono aumentati del 22%. Il turismo ha subito un arresto» continua il suo racconto Shankar. «Il ministero della Salute sta inviando medici nei distretti terremotati. Centinaia di ospedali sono crollati o inutilizzabili. Il ministero della Pubblica Istruzione sta monitorando la sicurezza degli edifici scolastici. In 14 distretti il terremoto ha distrutto oltre 6.000 scuole, 19.000 classi e 2.000 servizi igienici».

Sos Villaggi dei Bambini in Nepal ha aperto 21 Spazi a Misura di Bambino; allestito campi di primo soccorso che stanno offrendo medicine, assistenza sanitaria, cibo e protezione a centinaia di bambini e adulti. Inoltre i Villaggi Sos stanno fornendo primo soccorso, cibo, acqua; mentre 4 team di Emergenza Sos prestano soccorso in collaborazione con Governo e Croce Rossa. A oggi i beneficiari del Programma di Emergenza dell’organizzazione sono stati oltre 42mila (hanno ricevuto tende, medicine, acqua, cibo, supporto piscologico, campi di primo soccorso, accoglienza).

Tra le iniziative che saranno realizzate da Sos Villaggi dei Bambini in Nepal vi è l’identificazione e registrazione dei bambini non accompagnati, con l’obiettivo di ritrovare se possibile le loro famiglie d’origine per riunire figli e genitori. Conitnuerà inoltre la distribuzione di cibo, acqua e primo soccorso e l’accoglienza ai bambini rimasti orfani. Saranno aperti dei centri diurni dedicati ai bambini e ragazzi coinvolti nel terremoto.

Sos Villaggi dei bambini sta inoltre valutando la costruzione di 300 abitazioni low cost e la ricostruzione di scuole locali. «Prevediamo di raggiungere 2.500 bambini, accompagnati e non, e 1.500 famiglie», fanno sapere dall'organizzazione in Nepal.

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