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Milano, cominciano i lavori nei locali del dopolavoro ferroviario

15 Giugno Giu 2015 2315 15 giugno 2015
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Le Fs hanno comunicato ai volontari di Fondazione Progetto Arca Onlus e al Comune che entro mercoledì prossimo tutti i migranti e l'accoglienza emergenziale che in questi giorni era alloggiata negli acquari all'ingresso di Stazione Centrale dovranno spostarsi. Nel frattempo sono partiti i lavori di sgombero e ristrutturazione dei locali che verranno adibiti a centro di identificazione

Stazione Centrale di Milano. 22.30 di lunedì 15 giugno. Il bilancio della giornata è di 153 arrivi singoli e 70 arrivi di componenti di famiglia. In tutto 221 migranti. Circa la metà del giorno prima che erano 440. Siriani, somali e eritrei. A gestire la situazione, con l'aiuto del comune, come sempre, Fondazione Progetto Arca. Come sempre, quando la situazione diventa emergenza sul campo arriva ancher Alberto Sinigallia, presidente e direttore generale della fondazione.

I volontari di Arca insieme alla Polizia Locale fanno salire i migranti sui bus Atm per spostarli nei centri di accoglienza

Qual è la situazione presidente?
Sotto controllo. Oggi gli arrivi sono la metà di ieri. Ma i flussi mutano in continuazione. A seconda del meteo e a seconda della situazione nei Paesi di partenza. Domani potremmo avere i numeri di ieri. Riusciamo a prevedere solo in minima parte quello che succederà.

Chi sono le persone che arrivano?
Sono per lo più persone al di fuori del sistema di accoglienza che arrivano con mezzi propri.

Quindi non c'entrano con quelli che vengono mandati dalle prefetture?
No, questi sono un altro canale. Le prefetture non li vedono, per così dire.

In molti richiedono asilo?
Affatto. È proprio il contrario: da questo gennaio ci sono stato 57mila sbarchi dei quali 19 mila sono passati da qui, da Milano. Di questi nessuno ha chiesto asilo. Se invece ragioniamo dal 18 ottobre 2013 abbiamo avuto 64mila persone transitate da Milano di cui hanno chiesto asilo in 140. Il 99,9% non ne ha fatto richiesta.

Come si spiega?
È semplice. La maggior parte di loro non vuole stare in Italia. Puntano a raggiungere Germania e paesi scandinavi.

È per questo che il piano B di Renzi è fornire ai rifugiati un permesso per muoversi liberamente, per permettegli di raggiungere le destinazioni desiderate?
Il piano B ha due versioni. Una è quella di convincere l'Europa ad intervenire là, da dove partono. L'altro è quello di dare a chi arriva una carta d'identità temporanea che gli permetta libertà di movimento nell'Ue. Ma è una strada non percorribile...

Perché?
Perché tantissimi non hanno documenti e non sappiamo come verificarne l'identità. Concedere loro un documento di identità valido, senza verifiche sarebbe gravissimo. Quindi è una strada impossibile da percorrere.

Anche per quelli con cui l'accertamento è possibile?
In quel caso, una volta verificata l'identità vanno obbligatoriamente schedati. A quel punto, per via di Dublino, devono rimanere in Italia. È un vicolo cieco.

C'è chi ha avanzato proposte di accoglienza privata. Famiglie che si sono fatte avanti per ospitare donne e bambini. Può funzionare?
So che Caritas aveva provato questa strada con un piccolo progetto pilota ma non so come sia andata. Quello che è certo è che si tratterebbe di una soluzione molto complicata da gestire. Come si fa a sapere se le persone che si candidano sono affidabili? Qualche tempo fa abbiamo scoperto che diverse bambine hanno preso la strada della Svizzera con canali non molto chiari. Ora se partiamo dal dato che la Svizzera è un paese con le frontiere blindate, la domanda che viene spontanea è: perché queste bambine sono riuscite ad entrare senza problemi? La risposta può essere dolorosa. Certe cose è meglio prevenirle che curarle.

Per quanto potete andare avanti a questi ritmi?
Stando a Fs ancora due giorni. Ci hanno comunicato che mercoledì dobbiamo liberargli lo spazio. In sostituzione ci danno i locali del dopo lavoro ferroviario. Il Genio Civile domani comincia lo sgombero, poi inzieranno i lavori di ristrutturazione. Dovrebbero durare al massimo tre settimane. Una volta pronto sorgerà il centro di identificazione. Porprio affianco al centro Sos dove già sono ricoverato alcuni migranti. Entrambi i locali sono nel tunnel vicino a via Sammartini.

E per quelle tre settimane le persone che arriveranno dove le accoglierete?
Infatti stiamo trattando con Fs. Perché finché non avremo l'alternativa vorremmo rimanere qui, magari occupando meno spazio. Ma non possiamo rischiare che una volta andati via da qui si rimanga senza una situazione predisposta per aiutarli

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