Franco Bomprezzi
Disabilità

Ledha, nasce il Centro Antidiscriminazione “Franco Bomprezzi”

22 Giugno Giu 2015 1737 22 giugno 2015
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«Per ricordare Franco e dare una sempre più concreta attuazione al suo impegno in sostegno alle persone con disabilità abbiamo inaugurato il Centro che è la prosecuzione del lavoro legale che ci ha visto sempre in prima linea in questi anni», ha sottolineato il presidente Alberto Fontana

Tutelare e difendere i diritti delle persone con disabilità è, da sempre, uno dei cardini dell'attività di LEDHA - Lega per i diritti delle persone con disabilità. In questi anni, grazie al lavoro degli avvocati che operano all'interno del Servizio Legale, LEDHA ha potuto assistere centinaia di persone per difendere e promuovere i loro diritti fondamentali nei diversi ambiti dell'esistenza: dalla scuola scuola ai posti di lavoro, dall'accertamento dell'invalidità all'abbattimento delle barriere architettoniche. Solo nel corso del 2014, sono stati seguiti 530 casi.

Negli ultimi anni, in modo particolare sotto la dirigenza di Franco Bomprezzi, LEDHA ha connotato sempre più l'attività del proprio Servizio Legale in chiave antidiscriminatoria. Per ricordare Franco e dare una sempre più concreta attuazione al suo impegno, LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità inaugura il Centro Antidiscriminazione “Franco Bomprezzi”.

Ma perché porre l'accento sul concetto della discriminazione? Per tutelare i diritti delle persone con disabilità non è sufficiente ricorrere alle normative specifiche già esistenti? «Queste norme rappresentano dei capisaldi del nostro ordinamento legale», commenta Alberto Fontana, presidente LEDHA, «Ma spostando il focus sulla tutela antidiscriminatoria c'è un ribaltamento di prospettiva e di approccio: non è più la persona con disabilità a dover reclamare dei diritti speciali. Ma sono le istituzioni e la società nel suo complesso a doversi impegnare per rispettare i diritti fondamentali di tutti i cittadini, comprese le persone con disabilità».

Ecco alcuni dei casi più significativi seguiti dal Servizio Legale LEDHA in questi anni:

Diritto all'istruzione
La carenza di risorse e la riorganizzazione degli enti territoriali hanno portato in questi anni a una progressiva riduzione dei servizi dedicati agli studenti con disabilità. Le scuole, ad esempio, chiedono alle famiglie di pagare in toto le spese per il trasporto, oppure riducono arbitrariamente il numero di ore di assistenza scolastica di cui gli alunni hanno bisogno. Come è successo a Maria (nome di fantasia, ndr) che frequenta un liceo scientifico di Milano: ha necessità di 18 ore di sostegno didattico ma, all'inizio dell'anno scolastico, la scuola ne ha erogate solo 13. E così, i suoi genitori si sono rivolti al Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia che, ancora una volta, ha condannato il Ministero della pubblica istruzione e l'istituto frequentato dalla ragazza.

Diritto al tempo libero
Nel gennaio 2014 il Comune di Milano, accogliendo un'istanza presentata da LEDHA, ha sanzionato i “Magazzini generali” con una multa di 500 euro e la chiusura per trenta giorni. Motivo: aver discriminato una ragazza disabilità che voleva assistere a un concerto. F.C., si sposta con una carrozzina elettrica e, consapevole delle difficoltà che deve affrontare quotidianamente, aveva scritto diverse mail per informarsi sull'accessibilità del locale. Rassicurata dalle risposte ricevute, compra il biglietto. Arrivata nel locale, però, scopre alcuni gradini le impediscono di accedere al piano rialzato dei “Magazzini Generali” dove è in programma il concerto cui vuole assistere. “L'accessibilità” garantita dai titolari del locale era in realtà affidata a un robusto buttafuori che avrebbe dovuto sollevare la carrozzina a forza di braccia. Soluzione che però non è stato possibile applicare perché la carrozzina elettrica di F.C. È troppo pesante. Il Comune di Milano ha accolto l'istanza di LEDHA dal momento che il sollevamento “a braccia” non rappresenta una metodologia per superare le barriere architettoniche, ma tutt'al più una pratica estemporanea e, in ogni caso, lesiva della dignità e dei diritti delle persone con disabilità.

Diritto alla famiglia
Elena e Patrick vivono in provincia di Varese, sono sposati dal 2004 e hanno bambino, di nome Nicolò, nato nel 2006. Nel 2011 decidono di allargare la famiglia e avviano le pratiche per l'adozione internazionale: ma la loro domanda viene respinta dal Tribunale dei minorenni di Milano, che giudica la coppia “non idonea” all'adozione di un minore straniero. Un diniego motivato esclusivamente dal fatto che Nicolò è affetto dalla Sindrome di Dravet, una rara forma di epilessia. Grazie al supporto di LEDHA e di “Elo - Epilessia Lombardia”, la famiglia presenta un ricorso alla Corte d'Appello di Milano. I giudici di secondo grado ribaltano la decisione del Tribunale dei minorenni. Riconoscendo che la condizione di disabilità del figlio naturale non rappresenta uno svantaggio ma, al contrario, una risorsa per i due genitori in quanto già “preparati alla diversità”. E quindi pronti ad affrontare le possibili difficoltà legate all'adozione.

Diritto alla cittadinanza
Cristian Ramos è un ragazzo di origine colombiana nato e cresciuto a Roma. Poco dopo il compimento del 18mo compleanno avvia tutte le pratiche per presentare la richiesta di cittadinanza italiana. Ma la Prefettura di Roma, prima ancora di prendere in esame la pratica, valuta il ragazzo incapace di intendere e di volere perché affetto da sindrome di Down. E quindi non idoneo a prestare giuramento di fedeltà alla Costituzione, passaggio necessario per ottenere la cittadinanza. Solo grazie a una petizione online e alla mobilitazione di alcuni parlamentari è stato possibile risolvere la situazione di Cristian che, il 19 giugno 2014, ha ottenuto la cittadinanza. Ma si è trattato di una soluzione “ad personam”, un provvedimento che ha permesso di affrontare un caso specifico ma che non ha risolto il problema per altri ragazzi di origine straniera e con problemi intellettivi cui, un domani, potrebbe essere vietato di prestare giuramento.

L'inaugurazione è giovedì 25 giugno, alle ore 9, presso l'Università degli Studi di Milano (Aula Pio XII – via Sant'Antonio 5).