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Nonostante i progressi nel 2030 la malnutrizione cronica colpirà milioni di bimbi

23 Giugno Giu 2015 1107 23 giugno 2015
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L'ultimo report di Unicef sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio "Progress for Children: Beyond Anverages" denuncia che diseguali opportunità hanno lasciato milioni di bambini in condizioni di povertà, esposti a morte entro i 5 anni e senza accesso alle scuole

Il tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni è diminuito di oltre la metà dal 1990 a oggi. Da 90 bambini che morivano ogni 1000 nati vivi si è passati a 43. Ma nonostante questo saranno 68 milioni i bambini sotto i 5 anni che moriranno entro il 2030 soprattutto per cause prevedibili. Sono questi alcuni dei dati del nuovo Rapporto dell’Unicef “Progress for Children” (in allegato in inglese), l’ultimo rapporto sugli Obiettivi di sviluppo del millennio per i bambini.

Andando a guardare ancora altri dati, considerate le proiezioni di crescita della popolazione (con il tasso attuale di progresso) si stima inoltre che nel 2030 saranno ancora 119 milioni i bambini che soffriranno di malnutrizione cronica, anche se negli ultimi 25 anni i bambini sotto i 5 anni sottopeso e cronicamente malnutriti sono diminuiti rispettivamente del 42% e del 41%. E ancora, secondo i dati ci vorranno ancora 100 anni perché tutte le ragazze delle famiglie più povere dell’Africa sub sahariana potranno completare il ciclo scolastico di istruzione secondaria superiore.

Tra i risultati raggiunti dal 1990 a oggi il rapporto registra la riduzione della mortalità materna che è diminuita del 45%, mentre circa 2,6 milioni di persone hanno avuto accesso a finti migliorate di acqua potabile.

Tra i risultati le differenze trai più poveri e i più ricchi si stanno riducendo in oltre la metà degli indicatori analizzati dall’Unicef: in molti paesi i più grandi traguardi nella sopravvivenza dei bambini e nella frequenza delle scuole sono stati rilevati nelle famiglie più povere; mentre il divario nei tassi di mortalità materna tra i paesi a basso e alto reddito si sono dimezzati tra il 1990 e il 2013.

© UNICEF/INDA2013-00373/Romana

Nel rapporto vengono sottolineate anche delle notizie negatiev: i progressi continuano a non includere circa 6 milioni di bambini che muoiono ogni anno prima di aver compiuto 5 anni, come le 289mila donne che muoiono ogni anno durante il parto e i 58 milioni di bambini che non frequentano la scuola primaria.

Secondo l’Unicef se il nuovo piano di sviluppo per i prossimi 15 anni non si concentrerà sui più svantaggiati la comunità globale non raggiungerà milioni di bambini. Nonostante gli importanti risultati raggiunti, infatti, secondo il “Progress for Children: Beyond Averagas” diseguali opportunità hanno lasciato milioni di bambini in condizioni di povertà, esposti ad elevati rischi di morte prima del loro quinto compleanno, senza accesso alle scuole e in condizioni di malnutrizione cronica.

«Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio hanno aiutato il mondo a realizzare progressi importanti per i bambini, ma ci hanno anche mostrato che molti di loro sono stati lasciati indietro», ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’Unicef. «La vita e il futuro della maggior parte dei bambini più svantaggiati sono importanti – non solo per se stessi, ma anche per le loro famiglie, comunità e società».

Secondo l’Unicef, mentre i leader del mondo si preparano ad adottare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, la maggior parte dei bambini svantaggiati dovrebbero essere al centro del nuovi obiettivi da raggiungere. Una migliore raccolta dati e disaggregazione – andando oltre le medie come quelle utilizzate per misurare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – possono aiutare a identificare i bambini più vulnerabili ed esclusi e sapere dove vivono. Sistemi più solidi per la salute a livello locale, l’istruzione e la protezione sociale possono aiutare ancora più bambini a sopravvivere e a svilupparsi. Investimenti più intelligenti mirati alle necessità dei bambini più vulnerabili possono produrre benefici nel breve e nel lungo periodo.

«Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile rappresentano un’opportunità per applicare la lezione che abbiamo imparato e per raggiungere i bambini che hanno più bisogno; se non riusciremo a farlo, sarà una vergogna», ha concluso Lake. «Una maggiore equità nelle opportunità per i bambini di oggi significa minore diseguaglianza e maggiori progressi a livello globale domani».

Foto in apertura © UNICEF/INDA2014-00687/Singh

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