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Alunni con disabilità

Scuola: il Governo commissari le regioni inadempienti

24 Giugno Giu 2015 1037 24 giugno 2015
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È questa la richiesta delle associazioni: la fine di giugno è la deadline per l'approvazione di tanti bilanci regionali ma ancora pochissime hanno trovato una soluzione al caos che si è aperto con la legge Delrio. Le famiglie non sanno se a settembre il diritto allo studio dei loro figli sarà garantito

Nonostante i pesanti tagli che gravano sul bilancio dell’Ente, la Provincia di Monza e Brianza si impegna a salvaguardare la continuazione dei servizi fino ad oggi erogati per assicurare il diritto allo studio agli alunni con disabilità. Lo ha scritto nero su bianco in una lettera inviata il 19 giugno alle 430 famiglie con figli disabili che hanno appena concluso l’anno scolastico 2014/2015, che sta arrivando alle famiglie in questi giorni. Per questo nelle prossime settimane la Provincia adotterà anche le “Linee guida per l’attivazione dei servizi in favore di alunni con disabilità per l’a.s. 2015/2016”, dando vita ad un documento unico e coerente in cui ci saranno scritti gli impegni e gli indirizzi del territorio.
«Nonostante la situazione di estrema difficoltà e incertezza che riguarda le Province, riteniamo che l’integrazione scolastica degli studenti con disabilità costituisca un punto di forza del nostro sistema educativo e come tale deve essere difesa», hanno ribadito il Presidente della Provincia Gigi Ponti, il Consigliere delegato al Welfare Concettina Monguzzi e Il Presidente della Conferenza dei Sindaci Maria Antonia Molteni. «In attesa che vengano chiaramente definite funzioni e risorse, da parte nostra confermiamo il massimo impegno affinché la fascia più debole dei nostri studenti possa affrontare con serenità il nuovo anno scolastico».

I servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza educativa e trasporto per gli alunni con disabilità sono a rischio per il prossimo anno scolastico per via della situazione confusa che si è venuta a creare a seguito della riordino delle Province previsto dalla “Legge Delrio”. A chi devono essere attribuite le “funzioni non fondamentali” svolte in precedenza dalle Province, tra cui appunto quelle che realizzano il diritto allo studio degli studenti con disabilità? Regioni? Città metropolitane? Comuni? Fino ad ora pochissimi territori hanno stabilito con precisione a chi passano queste competenze e in ogni caso i fondi assegnati sono inferiori a quelli fino a ieri messi a bilancio dalle Province.

Da qui la mobilitazione delle associazioni. In Lombardia la Ledha con la campagna “Voglio andare a scuola” ha predisposto delle lettere/diffida che i genitori possono inviare alla propria Provincia o alla Città Metropolitana di Milano per chiedere l'attivazione dei servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza educativa e trasporto. Qualora gli enti territoriali coinvolti non procedano con l'attivazione del servizio richiesto, sarà possibile procedere con un ricorso in tribunale. I materiali saranno distribuiti anche domani, 25 giugno, durante la presentazione del Centro Antidiscriminatorio Franco Bomprezzi: «perché il diritto allo studio non può essere disatteso dalle istituzioni, neppure per ragioni di bilancio», dice Alberto Fontana, presidente di Ledha.

Anche la Fish ha proposto di denunciare le giunte regionali per interruzione di pubblico servizio, se entro fine agosto non avranno preso decisioni e stanziato fondi per l'assistenza scolastica rivolta agli studenti disabili: «Denunciamo profonda confusione: migliaia di famiglie italiane vanno in vacanza senza sapere chi assisterà il prossimo anno i loro figli con disabilità a scuola», ha detto Mario Berardi, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Persone Down, annunciando l'adesione alla campagna. «Per questo rivolgiamo un appello al Governo affinché, nel caso in cui le singole Regioni non provvedano entro giugno, voglia avvalersi dei poteri di intervento sostitutivo nei confronti delle regioni inadempienti. Il diritto al trasporto scolastico, all'assistenza scolastica ed all'eliminazione delle barriere architettoniche infatti sono stati considerati dalla Corte Costituzionale livelli essenziali relativi alle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali».

La provincia di Monza Brianza ha fatto un primo passo, ma le province italiane sono 110: quante altre sanno dare alle famiglie una risposta?

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