CRISIS 1
Crisi Grecia

Becchetti: «C'è ancora il 50% di possibilità. Ma l'Europa non può essere la Germania»

29 Giugno Giu 2015 1025 29 giugno 2015
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Parla l'economista: «sono sconcertato dalla condotta tedesca. L'unico statista in Europa è Mario Draghi. Speriamo che riesca a mediare. La Germania dovrebbe ricordare di non aver pagato i propri debiti per due volte nella storia. La risposta potrebbero essere titoli di stato ellenici legati alla crescita»

«È il risultato di aver messo a trattare due Paesi agli antipodi. Da una parte la Germania, tutta regole e rigore, incapace di fratellanza e comprensione, dall'altra la Grecia, che invece avrebbe tanto bisogno di qualche regola». Questo è il riassunto dell'economista Leonardo Becchetti della crisi greca, arrivata ormai all'apice della tensione.

Ormai siamo al bivio. O si decide di imboccare una strada diversa rispetto all'intransigenza, oppure è quasi scontato che il risultato sarà che Tsipras si troverà con Paese in default e fuori dall'Euro.

«Eppure è una cosa fuori dal mondo. A chi può interessare un finale del genere? È evidente che quel debito la Grecia non potrà pagarlo mai, né oggi né in futuro. È per questo che trovo la posizione di inflessibilità tedesca veramente assurda. Preferiscono andare al default e perdere tutto piuttosto che fare concessioni e recuperare qualcosa», sottolinea Becchetti. Si perché a fare il gioco continua ad essere la Germania di Angela Merkel.

Leonardo Becchetti

«È il motivo per cui sono molto irritato dall'atteggiamento teutonico. Devono capire che no sono l'Europa. Un conto è l'Ue un altro è la Germania. E bisognerebbe anche ricordare ai tedeschi che nella storia non hanno pagati i propri debiti, non una, ma ben due volte. Una volta quando, dopo la Prima Guerra Mondiale, i creditori non vollero sentire ragioni, nacque il nazismo. Poi con la Seconda Guerra Mondiale. Prima ci fu il Piano Marshall americano che dilazionò il debito. Poi negli anni 60 un a metà gli venne cancellata». Insomma nei loro confronti il trattamento fu proprio quello che Becchetti auspica per la Grecia.

Ma non tutto è perso. «Ogni scenario nuovo apre a nuove possibilità. Credo che ci sia ancora il 50% di possibilità di chiudere un accordo. Deve essere un do ut des. Cancelliamo metà del debito in cambio di un piano di rilancio dell'economia ellenica vero, verificato e controllato. La mossa fondamentale sarebbe quella di legare i titoli alla crescita. Fare cioè in modo che il debitore paghi una cedola maggiore quando l'economia del paese è in crescita e una cedola minore quando è in un periodo di crisi. Questo significherebbe che il fiorire dell'economia ellenica sia interesse di tutti, debitori e creditori».

Ma rimane l'altra possibilità, il default. «Nel caso si vada verso il fallimento sarà un test. Vedremo per la prima volta cosa significhi per un Paese uscire dall'Europa unita».

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