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Jobs Act, i lavoratori con SM hanno diritto al part time

1 Luglio Lug 2015 1043 01 luglio 2015

Era una richiesta dell’Agenda della Sclerosi Multipla 2020, ma l’obiettivo è già stato centrato: le persone con una patologia cronico-degenerativa ingravescente hanno diritto al part time per esigenze di salute e poi, nelle fasi meno pesanti della malattia, di tornare al full time. La legge in vigore dal 25 giugno

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Era una richiesta dell’Agenda della Sclerosi Multipla 2020, ma l’obiettivo è già stato centrato: le persone con una patologia cronico-degenerativa ingravescente hanno diritto al part time per esigenze di salute e poi, nelle fasi meno pesanti della malattia, di tornare al full time. La legge in vigore dal 25 giugno

Era una richiesta dell’Agenda della Sclerosi Multipla 2020, ma l’obiettivo è già stato centrato: le persone con SM hanno diritto al part time per esigenze di salute e poi, nelle fasi meno pesanti della malattia, di tornare al full time. Lo Stato italiano all’interno dei decreti attuativi del Jobs Act ha riconosciuto che esistono gravi patologie cronico-ingravescenti e degenerative dall’andamento estremamente altalenante: le persone con SM così rischiano di abbandonare precocemente il proprio lavoro, mentre il part time come diritto consentirà da ora una maggior conciliazione con il ciclo della malattia.

I decreti sono stati approvati al CdM giovedì 11 giugno 2015 e sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno. Quello in questione è il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che dà attuazione alla disciplina contrattuale prevista dal Jobs Act. In particolare l’articolo 8 comma 3 rende effettivo il diritto per i lavoratori con gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti di cambiare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale e di riconvertirlo nuovamente in full time, anche in base alle proprie esigenze di salute, come già avviene per i lavoratori con patologie oncologiche. Il provvedimento è in vigore dal 25 giugno 2015.

È un successo per Aism, che da tempo lavorava a questo obiettivo insieme alla Cisle e attraverso un dialogo diretto con alcuni parlamentari, in particolare gli on. Zardini, Rotta e Boccuzzi. «La ricerca ha fatto enormi passi avanti, consentendoci di lavorare non più solo sui bisogni primari delle persone ma anche sulle loro aspettative, che significa “includere” in modo completo, perché a questo punto gli scenari sono davvero personalizzati, della singola persona in quel preciso momento», aveva detto Roberta Amadeo, presidente di Aism, presentano l’Agenda della SM a maggio. È d’altronde questo l’unico approccio possibile con una malattia così ondivaga e fluttuante come la SM, fatta di crisi, miglioramenti e ricadute.

Nella foto: un’immagine del reportage Under Pressure – Living with MS in Europe. Spagna Copyright: © 2011, Lurdes R. Basoli

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