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Expo Milano 2015

Carta di Milano, il Governo si impegni concretamente

6 Luglio Lug 2015 1737 06 luglio 2015
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L'appello congiunto di Oxfam Italia, ActionAid Italia e Slow Food perché si promuovano sistemi alimentari giusti e sostenibili in grado di assicurare a tutti, ora e per le generazioni future, il diritto e l’accesso al cibo e alle risorse naturali necessarie a produrlo

Expo Milano 2015 nasce con una grande aspirazione: promuovere sistemi alimentari giusti e sostenibili in grado di assicurare a tutti, ora e per le generazioni future, il diritto e l’accesso al cibo e alle risorse naturali necessarie a produrlo. Per raggiungere questo obiettivo, può bastare realizzare quanto contenuto nella Carta di Milano?

Per Oxfam Italia, ActionAid Italia e Slow Food – tre organizzazioni no profit globali che da decenni lavorano nel Sud del mondo contro povertà, fame e ingiustizia e che in Italia hanno scelto di agire anche all’interno di Expo per affermare il diritto al cibo e alla sicurezza alimentare globale - la Carta di Milano è un documento di principio che, per diventare veramente significativo, deve ora essere accompagnato da una serie di impegni concreti da parte del Governo Italiano sul piano locale e internazionale.

Expo non può, infatti, limitarsi ad alimentare un dibattito sulle sfide future del cibo - pur essenziale - senza che questo sia anche sostenuto da impegni concreti: altrimenti questa kermesse rimarrà solo una grande vetrina, una fiera internazionale del cibo.

Affinché Expo Milano 2015 realizzi appieno l’incredibile opportunità di essere un passo in avanti nella sfida contro la fame globale, Oxfam Italia, Slow Food e Action Aid Italia hanno scritto una lettera aperta al Premier Renzi e al Governo Italiano per chiedere all’Italia di adottare impegni concreti in cinque ambiti prioritari:

  1. Tutela delle sementi tradizionali e promozione dell'agricoltura contadina
  2. Stop alla speculazione finanziaria sul cibo
  3. Tolleranza zero all’accaparramento delle terre
  4. Contrasto a un clima che affama
  5. Stop al consumo di suolo agricolo

Per il testo integrale della lettera cliccare qui

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