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Crisi

Esposito: «L’unico modo per la Grecia di rimanere nell’Ue è che Tsipras si dimetta»

6 Luglio Lug 2015 1151 06 luglio 2015
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Non ha dubbi l’economista Marcello Esposito, «alle condizioni attuali la Grecia è destinata a uscire dall’Euro. Il popolo ellenico purtroppo si è fatto irretire dal populismo di Syriza»

Marcello Esposito

La Grecia è ormai fuori dall’Unione. Non ha dubbi l’economista Marcello Esposito. Dopo il voto referendario che ha sbattuto la porta in faccia alla Germania non c’è più spazio di negoziazione. «L’unica possibilità è che, come accadrà, Tsipras debba dimettersi nel giro di poche settimane. Altrimenti la situazione non è recuperabile».

Yanis Varoufakis, si è appena dimesso da ministro. Cosa ne pensa?
È la sua prima mossa intelligente. Si è reso conto del dramma e della posizione in cui ha messo il suo popolo. L’illusione di arrivare ad una posizione negoziale più forte è appunto una pia illusione. La Grecia si è messa in una situazione difficilissima da recuperare. L’unico modo per loro di rimanere in Europa sono le dimissioni del governo. Per i Paesi nordici un no è un no. Quindi non si capisce come possa un Paese che ha votato no ad un accordo sedersi ad un tavolo delle trattative per trovare un accordo. Varoufakis ha anticipato quello che dovrà fare Tsipras fra due settimane.

C’è chi parla di un ticket Italia-Francia per provare ad aprire un tavolo. È credibile?
Lasciamola come ipotesi da talk show televisivo. Qui non si tratta di fare ticket fra Paesi. Soprattutto se uno di questi mostra debolezza evidenti come l’Italia. Renzi dovrebbe essere orgoglioso dei sacrifici che l’Italia ha fatto e cercare di non rincorrere l’onda populistica alla Tsipras. Non è un demerito aver fatto i compiti a casa.

Risulta evidente che si tratti di una questione molto politica e molto poco economica…
Politica ed economica allo stesso tempo. Alla base c’è un problema economico di un Paese che fino a metà giugno proponeva l’adeguamento allo standard pensionistico italiano nel 2036. La controproposta che la Grecia ha rifiutato prevedeva il 2023. Sarebbe curioso chiedere che e pensino gli esodati della Fornero.

Lei pensa che la ricetta della austerità sia ancora quella giusta da perseguire?
Certo. Se sei un Paese fallito non ci sono alternative. Il problema è che poi si può discutere se ci sono stati errori. Ma il fatto è che la Grecia è uno stato fallito che quindi deve abbracciare l’austerità. La Grecia è cresciuta gli ultimi 15 anni sui debiti. È chiaro che significhi dover rinunciare a quel tenore di vita. È doloroso. Ma è necessario. Per altro dopo i primi due e tre anni stava cominciando a dare dei risultati. La Grecia stava uscendo dalla recessione

Quindi i greci in sostanza hanno fatto un colpo di testa insensato?
Il problema dei populismo è questo qua. Con la scelta che hanno fatto hanno vanificato tutti i sacrifici. Con in più l’indisponibilità di tutti nel dargli ancora credito. Hanno vanificato tutto con promesse assurde e insostenibili

È immaginabile un’Europa senza Grecia?
Certo che è immaginabile. Di fatto lo scenario base assume che la Grecia sia fuori dall’Euro…

Mi riferivo al dato culturale. Un Europa senza Grecia non tanto dal punto di vista economico ma di senso. Con o senza Grecia è lo stesso?
Non è uguale. Ma l’Unione ha senso se tu condividi gli stessi principi, è come un matrimonio. Non è che puoi stare assieme senza un senso. Esiste il divorzio. I Greci hanno ricevuto 230 miliardi di euro di aiuti.

Avrà visto il video in cui Massimo D’Alema spiega come quei soldi in realtà siano andati alle banche francesi, tedesche e italiane? Che ne pensa?
D’Alema non ha capito o fa finta di non ricordare com’era la situazione quando lo spread salì. Le istituzioni finanziarie che hanno comprato i titoli greci hanno subito perdite pari al 75% del valore del proprio investimento. Ogni 100 euro se ne sono visti ritornare 25. E nessuno ha ridato loro i soldi.

Stando alla metafora matrimoniale però il rapporto si fa in due. Non può esistere un matrimonio in cui i parametri sono sempre e solo dettati da uno dei due. Oggi invece è sempre la Germania a dettare agli altri la linea. Corre e gli altri sono costretti ad arrancare…
Cosa dovrebbe fare? Smettere di correre? Il fatto che la Germania vada bene è una ricchezza anche per gli altri

Sarà, però è stata richiamata per due volte per questa sua crescita troppo vigorosa. A questo punto bisognerebbe decidere che tipo di Europa si vuole…
L’Unione Europea è un unione economica. Non c’è nulla da decidere. Bisogna solo capire che non è un’unione politica. E non lo sarà per tantissimo tempo ancora.

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