Disabilità

Lavorare con la sindrome di Down: si può fare, anche al Sud

7 Luglio Lug 2015 1105 07 luglio 2015

Monica e Carmine per due mesi lavoreranno all'AcquaPark Ditellandia di Mondragone, in provincia di Caserta. «È un segnale forte, la sensibilizzazione sul tema del lavoro abbinato alla disabilità intellettiva comincia a dare i suoi frutti anche sui territori più difficili», dice Monica Berarducci. Un progetto AIPD e Fondazione CON IL SUD

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Monica e Carmine per due mesi lavoreranno all'AcquaPark Ditellandia di Mondragone, in provincia di Caserta. «È un segnale forte, la sensibilizzazione sul tema del lavoro abbinato alla disabilità intellettiva comincia a dare i suoi frutti anche sui territori più difficili», dice Monica Berarducci. Un progetto AIPD e Fondazione CON IL SUD

Monica e Carmine hanno 20 e 22 anni. Oggi iniziano a lavorare all'Acqua Park Ditellandia, un parco divertimenti sul litorale di Mondragone, in provincia di Caserta: per due mesi i clienti troveranno il loro sorriso in mensa e al bar della struttura.

Il contratto a tempo determinato di Monica Margheron e Carmine Ferrara, della sezione AIPD di Caserta, è il primo frutto del progetto “Lavoriamo in Rete – Percorsi di inserimento lavorativo nei territori del Sud”, promosso da AIPD Nazionale e finanziato dalla Fondazione CON IL SUD. Non solo Hotel 6 stelle, dunque, anche se quel programma tv ha veramente cambiato la percezione pubblica rispetto alla possibilità di lavorare di una persona con sindrome di Down.

La collocazione geografica è proprio una delle novità di questa notizia: «Per la sede AIPD di Caserta è veramente un segnale forte, la sensibilizzazione sul tema del lavoro abbinato alla disabilità intellettiva comincia a dare i suoi frutti anche sui territori più difficili», dice Monica Berarducci, responsabile dell’Osservatorio sul mondo del lavoro e responsabile del progetto. «Sta finalmente cambiando l’approccio alle persone con sindrome Down, che iniziano ad essere considerate delle persone capaci e possibili lavoratori».

Il progetto coinvolgerà 13 operatori e 13 Sezioni AIPD (35 persone con sindrome di Down e 35 famiglie) a Bari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Foggia, Lecce, Matera, Milazzo-Messina, Napoli, Oristano, Potenza, Reggio Calabria, Termini Imerese. L’obiettivo del progetto è incrementare la motivazione, la consapevolezza, la capacità e l’occupabilità delle persone con sindrome di Down; verrà inoltre creato un database online di raccolta dati dei potenziali lavoratori e delle aziende dei territori coinvolti.

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