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Crisi

Cina, in cosa consiste la “bolla speculativa”?

9 Luglio Lug 2015 1001 09 luglio 2015
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Un tracollo del 32% in tre settimane, 2.500 miliardi di euro di ricchezza distrutta. Nella settimana più calda per le sorti della Grecia a fare paura sono le notizie che arrivano da oriente. Ma quello di Shanghai è un crac o un falso allarme? Lo abbiamo chiesto all'economista Marcello Esposito

Marcello Esposito

La ricchezza distrutta in Cina in queste tre settimane, secondo i calcoli dei trader di Hong Kong, vale 11 volte il Pil della Grecia e 6 volte il suo debito pubblico. E in prima linea tra le possibili vittime c'è la più forte economia europea: la Germania, prima esportatrice verso la Cina, e unico paese avanzato a godere di una bilancia commerciale attiva con Pechino. La definizione più diffusa è “bolla speculativa”. Ma di cosa si tratta? E ci dobbiamo preoccupare? Lo abbiamo chiesto all'economista Marcello Esposito

Cos'è una speculazione, come nel caso cinese?
I prezzi delle azioni cinesi sono cresciuti del 150% senza però miglioramenti dei fondamentali macroeconomici del Paese. Le azioni cioè sono cresciute mentre l'economia reale è rimasta la stessa. Se si guarda infatti i prezzi delle commodities, cioè delle materie prime che vengono utilizzate dalla macchina produttiva cinese in gran parte a livello mondiale, crollavano. È un segnale che l'economia cinese in quel momento stava regredendo, ecco che diventa chiaro che la crescita delle azioni era esclusivamente in una logica speculativa.

C'è da preoccuparsi?
In parte si. Perché questi fenomeni generano ricchezza ed effetti negativi. I fondamentali non si sono mossi però chi subisce le perdite sono i risparmiatori retail. Nel senso che di solito nelle speculazioni il primo giro di guadagni lo fanno i professionisti e le banche, una volta che il prezzo è salito si fanno ingolosire i piccoli risparmiatori. Quando investono loro è l'ultimo segnale. Nella borsa italiana di 30 anni fa venivano definiti il “parco buoi”. Quando il parco buoi viene macellato la bolla viene lasciata esplodere e le perdite maggiori le subiscono gli ultimi entrati. Che in genere sono anche quelli che fanno i consumi della società. Perché il ricco subisce meno perdite: o è già uscito prima del disastro oppure è in grado di tenere botta alla perdita. Invece il piccolo risparmiatore è più esposto e subire perdite difficilmente assorbibili.

Perché per noi è importante?
Perché noi vendiamo le auto in Cina, principale mercato del settore. Perché Shangai compra materie prime da Australia e Brasile. Ma Brasile e Australia a loro volta importano prodotti europei. L'impatto finanziario per noi è modestissimo. Il vero tsunami sarebbe quello legato sull'export e le catene dei commerci internazionali. Bisogna stare attenti.

Cosa si può fare per correre ai ripari?
Il governo cinese adesso è impegnato a bloccare la macelleria. Bisogna vedere se ce la fa. Se i prezzi sono saliti in questo modo senza nessuna relazione coi fondamentali è molto complicato fermare il meccanismo. Non c'è sotto nulla. L'unica possibilità è quella di cercare da un lato di evitare il panico alimenti una bolla negativa, così come aveva alimentato quella positiva, dall'altro lato fornire liquidità al mercato. Tecnicamente lasciar crollare ciò che non ha valore ma investire su quello che c'è di buono. La Banca Centrale Cinese abbassa i tassi di interesse, fornisce più prestiti così chi riconosce il valore in un certo bene ha i soldi per poterlo comprare. È l'unica via, anche se non è di sicura riuscita

Perché, nonostante tutto, continuano a verificarsi queste speculazioni?
Perché fa comodo a tutti. Le bolle speculative rendono il popolo felice. Nel senso che ci mangiano tutti. In realtà servono a tosare il "parco buoi”. I mercati le generano molto facilmente. Per evitarle serve un sistema solido e delle autorità di controllo ben fatte e non politicizzate che sappiano leggere i segnali e abbiano poteri di intervento.

Che tipo di poteri?
Come ad esempio togliere liquidità per verificare se l'aumento dei prezzi è giustificata o meno. Non è comunque solo un pericolo della Borsa cinese.

Anche qui può accadere?
In Europa e Usa abbiamo il Quantitative Easing e tutti giustamente lo esaltiamo. Ma quello strumento cosa ha fatto se non creare una bolla speculativa? Causa una bolla facendo alzare il prezzo delle obbligazioni e causando un rendimento negativo. Possiamo dire che quindi le bolle speculative a volte hanno effetti positivi e altre negativi.

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