Estate Paideia
Fondazione Paideia

Una vacanza normale diventa esperienza speciale

9 Luglio Lug 2015 1812 09 luglio 2015
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Torna anche quest'anno la proposta di "Estate Paideia", non un soggiorno per bambini disabili, ma una vacanza che coinvolge tutta la famiglia. In 14 anni di esperienza coinvolge 500 famiglie

Si rinnova anche quest’anno il progetto “Estate Paideia” della Fondazione Paideia. Una proposta di vacanza rivolta a famiglie con bambini con disabilità ospitate per una settimana in un villaggio turistico totalmente accessibile in Toscana. L’iniziativa, che ha preso il via il 4 luglio e proseguirà fino al 1 agosto, coinvolge quest’anno 38 bambini con disabilità con le loro famiglie e 75 volontari.

Estate Paideia si differenzia dai “tradizionali” soggiorni estivi per bambini con disabilità perché coinvolge l’intero nucleo familiare, con particolare attenzione ai fratelli e alle sorelle. Dal 2001 ad oggi, in 14 anni di attività, hanno partecipato al progetto oltre 500 famiglie. Ogni famiglia viene affiancata da uno o più volontari, che si prendono cura dei bambini aiutando i genitori e offrendo loro spazi e tempi di “sollievo” rispetto ad una quotidianità spesso molto faticosa.

Le occasioni di vacanza sin qui realizzate dalla Fondazione hanno mostrato concretamente come questa esperienza possa portare a cambiamenti, a volte inattesi, nella dinamica familiare e come il benessere sperimentato possa essere a sua volta motore di un processo di inclusione sociale dei nuclei coinvolti.

«La nascita di un figlio con disabilità comporta notevoli cambiamenti nella coppia e nel nucleo familiare, che spesso si concentra sulla cura del bambino e si ritrova isolato, con legami sociali sempre più deboli», spiega Fabrizio Serra, direttore della Fondazione Paideia. «Incontriamo famiglie per le quali la vacanza si configura come un bene inaccessibile, sia per motivi economici e organizzativi, ma anche perché l’idea di una settimana al mare spesso può intimorire».

Con Estate Paideia, aggiunge Serra «vogliamo offrire la possibilità di sperimentare l’idea di un “terzo tempo”, di una vacanza che diventa fondamentale per famiglie così stressate nella quotidianità e che invece possono incontrare nuovi amici e guardare al futuro con maggiore serenità. La proposta, inoltre, è inserita in un percorso che mira a sostenere la famiglia nel rafforzamento o recupero della sua rete sociale: durante l’anno vengono proposti laboratori, serate a teatro, visite a musei, giornate di sport, escursioni in montagna e momenti di festa in cui sperimentare occasioni concrete di inclusione sociale».

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Andrea, un papà che ha partecipato al progetto ricorda: «Abbiamo conosciuto la Fondazione Paideia quando Samuele aveva 3 anni quando eravamo concentrati esclusivamente sulla sua riabilitazione. Quando ci hanno proposto di partecipare a “Estate Paideia”, quasi ci siamo arrabbiati. Una vacanza a noi, con tutti i problemi che avevamo? Alla fine ci siamo andati, ed è stata la svolta della nostra vita, della vita della nostra famiglia. Grazie a questa esperienza abbiamo imparato che – con le dovute attenzioni e magari con l’aiuto di qualcuno, vedi per esempio i volontari – potevamo permetterci di ritornare a vivere, sorridere, andare in vacanza, divertirci, riscoprire amicizie forti».

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