M Ozambique Due Photo By Graeme Robertson Getty Images
Mozambico

Il linguaggio universale del teatro per parlare di salute

14 Luglio Lug 2015 1720 14 luglio 2015
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Al via il progetto “Il Teatro Fa Bene”, un' iniziativa di Eni Foundation con Jacopo Fo e Bruno Patierno. Lo scopo? Diffondere in Mozambico una migliore conoscenza sui temi della salute.

Parlare di salute in Mozambico grazie al teatro. E’ l’idea de “Il Teatro Fa Bene”, progetto ideato e sostenuto da Eni Foundation con il coordinamento di Jacopo Fo e Bruno Patierno.

E’ un’esperienza di teatro che vuole diffondere una migliore conoscenza sui temi della salute, con particolare riguardo alla maternità e alla cura dei neonati, in un’area geografica in cui, assieme a Eni Foundation, opera anche la fondazione Medici con l’Africa Cuamm.

Sette attori mozambicani, selezionati su un gruppo di 100, sono stati scelti per partecipare al progetto. Sono arrivati in Italia, alla Libera Università di Alcatraz, sulle colline sopra Perugia, per seguire le lezioni di Dario Fo e una serie di eventi di musica e danza.
Per 25 giorni parteciperanno a due laboratori, con la collaborazione di un team italiano di video maker, attori e sceneggiatori italiani che li supporterà nella preparazione dello spettacolo che verrà rappresentato dagli stessi attori mozambicani in lingua swahili nei villaggi dell’area di Cabo Delgado, nel nord del Paese, coinvolgendo 25.000 persone.

Qui la presentazione del progetto.

Perché il teatro?

Nel distretto di Palma, provincia di Cabo Delgado, le strutture realizzate da Eni Foundation e gestite da Medici con l’Africa Cuamm offrono servizi medici gratuiti. Tuttavia la popolazione, in un Paese sotto la dominazione portoghese fino al 1975, e in cui è molto forte la presenza della medicina tradizionale, è diffidente nei confronti della medicina occidentale.

Il progetto sfrutta la straordinaria forza emotiva del teatro per superare l’indifferenza e aprire al dialogo. Il teatro, assieme alla danza e alla musica, è la forma d’arte più sentita e più diffusa nel Paese.
Con Il Teatro Fa Bene «il palcoscenico si trasforma in strumento di conoscenza e di speranza».

Si è scelto di lavorare con gli attori dei villaggi, per ricercare le forme di teatro più tradizionali, in cui esistono personaggi e strutture narrative universali, come il Trickster, una figura comica per molti versi assimilabile al nostro Arlecchino.

Il Teatro Fa Bene realizzerà una sintesi tra i teatri Macua e Maconde e il Teatro dell'Arte con un nuovo format basato, da un lato, sulla trasposizione teatrale di informazioni di carattere sanitario e alimentare, dall'altro lato su attività dimostrative e pratiche sull'uso di semplici tecnologie d'ausilio nella quotidianità.
Per trasmettere alla popolazione locale, in particolare a madri e bambini, conoscenze su buone pratiche igienico-sanitarie e alimentari in modo efficace.

Senza dimenticare di ridere perché, come spiega Jacopo Fo,

soltanto nel divertimento, nella passione e nel ridere si ottiene una vera crescita culturale.

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