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Addis Abeba

Renzi: «Dobbiamo fare di più, dobbiamo investire nella cooperazione»

14 Luglio Lug 2015 1700 14 luglio 2015
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Il presidente del Consiglio, alla conferenza Onu per il finanziamento allo sviluppo ha ricordato l'importanza di supportare lo sviluppo in Africa impegnandosi a «assumersi ogni responsabilità in materia di sviluppo e di politiche sociali»

«Dobbiamo fare di più, dobbiamo investire nella cooperazione», queste le dichiarazioni del premier Matteo Renzi intervenuto oggi alla Conferenza Onu per il finanziamento allo sviluppo ad Addis Abeba, a cui partecipa anche il Segretario dell' Onu Ban Ki-moon: «la vera sfida non è solo salvare vite umane ma creare lavoro qui, dare nuove prospettive di lavoro qui. La gente scappa da una condizione di povertà e persecuzione e noi dobbiamo fare di più, dobbiamo investire nella cooperazione». Il premier ha ricordato, tra le grandi emergenze del Mediterraneo, la questione dell'immigrazione ribadendo l'importanza di supportare lo sviluppo in Africa; l'Italia ha aggiunto Renzi, «è pronta ad assumersi ogni responsabilità in materia di sviluppo e di politiche sociali».

Il Governo, ha dichiarato il Presidente del Consiglio, «si impegna ad aumentare la cooperazione per lo sviluppo internazionale. Per il prossimo triennio ci sarà un cambiamento essenziale in questa direzione», sostanzialmente una conferma di quanto già annunciato da altri governi.

Il Coordinamento Italiano Network Internazionali - CINI, presente alla Conferenza di Addis Abeba con un suo delegato, auspica che il governo italiano si adoperi per raggiungere risultati concreti sui temi cruciali per lo sviluppo sostenibile come il miglioramento della qualità degli aiuti, il rafforzamento della cooperazione in materia di tasse o di cancellazione del debito e l'importanza di regole certe sul ruolo del settore privato negli obiettivi di sviluppo sostenibile.

A livello nazionale, per essere all'altezza delle sfide menzionate, occorre accelerare al massimo il processo di attuazione della Legge 125/2014 istituendo al più presto l'Agenzia per la Cooperazione e nominando il suo Direttore, dotare la Cooperazione di risorse adeguate e, in ultimo, nominare in tempi altrettanto rapidi un nuovo Vice Ministro per la Cooperazione. In assenza di tutti questi strumenti le parole del premier rischiano di rimanere solo buone intenzioni.