Baretta
No Slot

Lo Stato ci riprova: più soldi ai comuni pro-slot?

15 Luglio Lug 2015 1758 15 luglio 2015
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Intervenuto con Paola Binetti, l'ex segretario della Cisl Bonanni e altri parlamentari PD a un convegno organizzato da Acadi, associazione dei concessionari di macchinette, il sottosegretario Baretta ha rilanciato la proposta di una tassa di scopo parlando di "proibizionismo mascherato". A chi si riferiva?

Il Consiglio dei ministri "ha ritenuto non maturi i tempi della delega. Ma il tema non è accantonabile e in Parlamento ci sono più proposte di legge che erano state sospese in attesa della definizione di un quadro organico previsto dalla delega. Inoltre dal lavoro svolto in questi mesi con tutti i soggetti interessati è emerso un impianto che non deve essere perso". Sono parole del Sottosegretario Baretta, intervenuto oggi al convegno di Acadi, una delle associazioni di categoria dell'azzardo legale.

Per Baretta occorre "puntare su una regolamentazione e non sul proibizionismo". Che cosa significhi regolamentazione per il sottosegretario Baretta lo sappiamo, visto che da mesi si discute della sua "riforma" dell'azzardo legale. Che cosa intenda per proibizionismo è presto detto: le norme regionali e comunali no slot. Ossia: proibizionismo è tutto ciò che concretamente, sui territori, si oppone alla proliferazione incontrollata o maldestramente "regolata" dell'azzardo.

"Parliamoci chiaro - ha dichiarato Baretta- in molti casi i 500 metri di distanza dei cosiddetti luoghi sensibili si traduce in un paese come l'Italia in molti casi in una forma di proibizionismo mascherato".

A Baretta hanno subito risposto parlamentari e senatori del M5S: "Le lobby sono state fin troppo ascoltate, ora ripartiamo dai territori e dalle associazioni".

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