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Oxfam: "Il Summit di Addis Abeba, un'occasione persa per sconfiggere la povertà"

16 Luglio Lug 2015 1636 16 luglio 2015
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Troppa attenzione alla finanza privata e accordo mancato sulla governance fiscale mondiale. Sono le critiche principali di Oxfam al termine della Conferenza internazionale sul finanziamento per lo sviluppo che si è chiusa oggi ad Addis Abeba. Positivo invece sull'annuncio di Matteo Renzi di far diventare l'Italia quarto donatore dei paesi del G7 nel 2017. "Un grande impegno che andremo a monitorare", avverte Francesco Petrelli, di Oxfam Italia.

Un approccio allo sviluppo in cui la tutela degli interessi della finanza privata ha un peso eccessivo, e la mancanza di standard fiscali internazionali in grado di limitare l’elusione fiscale, che sottrae risorse primarie per la lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo. Sono queste, secondo Oxfam, le due principali questioni rimaste in sospeso nel corso della Terza Conferenza internazionale sui finanziamenti per lo sviluppo che si è chiusa ad Addis Abeba. Ciò nonostante, durante il summit è emersa la chiara volontà di molti paesi di giungere ad una vera riforma del sistema fiscale globale, che guardi a un’effettiva cooperazione in materia: una richiesta di giustizia ed equità che non può rimanere a lungo inascoltata. "Ancora oggi nel mondo una persona su sette vive in condizioni di estrema povertà: il summit di Addis Abeba poteva essere l’occasione giusta per porre fine una volta per tutte a questo scandalo.- afferma la direttrice generale di Oxfam International, Winnie ByanyimaNel corso del vertice però molti obiettivi cruciali sono scomparsi dall’agenda dei lavori: il finanziamento dei progetti di sviluppo è stato semplicemente consegnato al settore privato, senza le adeguate garanzie che tali finanziamenti siano finalizzati alla riduzione della povertà e alla promozione di uno sviluppo sostenibile. Da parte dei paesi in via di sviluppo - continua Byanyima - è emersa chiaramente la volontà di lavorare insieme per la costituzione di un comitato intergovernativo per la cooperazione sulle questioni fiscali, in grado di dar loro la stessa voce dei paesi ricchi; ma nonostante questo si è usciti dal summit con la sensazione di aver raggiunto un debole compromesso che non avrà effetti reali sulla lotta all’elusione fiscale che continua a sottrarre risorse fondamentali alle persone più povere del mondo”.

L’urgenza di una riforma fiscale globale

Secondo Oxfam regole fiscali più giuste ed eque sono di fondamentale importanza per la lotta alla povertà e alla disuguaglianza su scala globale. “I cittadini devono poter contare principalmente sui propri governi per ricevere i servizi essenziali di cui hanno bisogno - aggiunge Byanyima - E’ ingiusto e illogico chiedere ai paesi in via di sviluppo di raccogliere internamente maggiori risorse, senza prima esser intervenuti per una vera riforma dell’attuale sistema fiscale globale, che per primo impedisce loro di farlo. Le diverse proposte del summit non potranno eliminare la necessità di alcuni cambiamenti cruciali del sistema finanziario internazionale: i governi e le istituzioni internazionali non possono più permettersi di alimentare false speranze”.

Luci e ombre nell’impegno dell’Italia

Positive, secondo Oxfam, le dichiarazioni del Premier Renzi che durante il summit ha rilanciato sul ruolo della cooperazione italiana e si è impegnato ad un aumento di risorse che permettano all’Italia di diventare quarto donatore tra i Paesi del G7 nel 2017, l’anno a Presidenza italiana del vertice.

“Stando agli ultimi dati OCSE questo vorrebbe dire, passare in due anni dall’attuale 0,16% allo 0,25% in una proiezione che mantenga invariate le risorse messe in campo dagli altri sei Paesi. – afferma il responsabile relazioni istituzionali di Oxfam Italia, Francesco Petrelli - Un grande impegno che monitoreremo attentamente a partire dalla prossima Legge di Stabilità. Accogliamo positivamente, nelle parole del Premier Renzi, i riferimenti all’Africa, come una priorità nell’impegno per la cooperazione e la lotta alla povertà; e al fenomeno migratorio, tema epocale sul quale sarà necessario concentrare gli sforzi per rimuoverne le cause oltre l’emergenza”.

Nelle parole di Renzi sono però mancati impegni altrettanto cruciali. “Ancora una volta non viene infatti colta l’opportunità di ricorrere ad una misura innovativa di finanziamento che impegni l’Italia a destinare allo sviluppo parte del gettito della Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie, attualmente in via di definizione. – continua Petrelli - Il Premier lascia inoltre inevasa la richiesta di posizionamento pubblico sulla proposta, dibattutissima ad Addis, di istituire un organismo intergovernativo che abbia mandato e risorse per ridefinire il sistema di tassazione delle imprese multinazionali. Tra le cause strutturali della povertà, a cui il Premier fa riferimento, non va infatti sottovalutata la dimensione dell'abuso fiscale dei grandi soggetti corporate internazionali, che rappresentano un serio ostacolo alla mobilitazione delle risorse interne nei paesi in via di sviluppo”.

Oltre Addis Abeba: le prossime tappe cruciali nel 2015

Il summit di Addis Abeba è soltanto il primo dei tre importanti incontri internazionali che si terranno nel 2015. "Il summit sui Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite a settembre e il successivo vertice sul cambiamento climatico, che si terrà a dicembre a Parigi (COP 21), saranno due occasioni importanti per i governi per impegnarsi negli aiuti allo sviluppo e in una più equa distribuzione delle risorse per le persone più povere del Mondo. - conclude Byanyima - È necessario che tutti continuino questa battaglia contro un sistema iniquo che favorisce gli interessi di pochi. I governi devono ascoltarci: nel 2015 possiamo ancora arrivare a quel cambiamento di cui tutti noi abbiamo bisogno per un futuro più equo e giusto”.

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