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Azzardo: subito il divieto di pubblicità

31 Luglio Lug 2015 0855 31 luglio 2015
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"Gioco responsabile"? Spot per indurre all'azzardo di massa e, contemporaneamente, accreditare l'immagine che un suo "consumo moderato" non sia poi tanto male? Meglio dire basta e meglio affermare la responsabilità civile per chi crea danni sociali e economici devastanti a partire dall'invasione di un mercato delle pubblicità che ora, grazie alle iniziative del M5S e dell'Intergruppo parlamentare, è possibile vietare

Molte cose sono successe giovedì 30 luglio. Molte ne succederanno oggi e domani, ma crediamo sia importante mettere in fila alcuni passaggi, per capire e per cambiare. "Non a destra, non a sinistra, ma in alto" scriveva sulla testata del suo giornale Don Primo Mazzolari. "In alto" stava per "a testa alta", ma anche - soprattutto - "capacità di guardare oltre" ma adesso. Senza alibi o deleghe. Pragmatismo e capacità di progetto. Adesso, non domani - scriveva don Mazzolari, che proseguiva così: "All'infuori del caso che domani un altro possa far meglio ciò che io non so fare rimandare a domani è neghittosità e vigliaccheria. Adesso è un atto di coraggio. Un uomo d'onore non lascia agli altri la pesante eredità dei suoi adesso traditi".

Ecco il diario della giornata noslot di ieri.

Ore 13

Alla Sala Stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione, la sala è piena. Rappresentanti di associazioni e movimenti, dall'Arci all'Auser, da Libera a Mettiamoci in gioco a Slot Mob, non hanno mancato l'appuntamento. Mario Sberna (Democrazia Solidale), Lorenzo Basso (PD) e Stefano Quaranta (Sel) hanno così presentato una propostad i legge, che ha già raccolto 222 adesioni tra i parlamentari, e prevede con molta semplicità di introdurre il divieto assoluto di pubblicità dell'azzardo in ogni sua forma e con ogni mezzo, stabilendo una sanzione a carico dei trasgressori che va da un minimo di 50mila a un massimo di 500mila euro.

È vietata qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di comunicazione commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, offerti in reti di raccolta, sia fisiche sia online.

Divieto di pubblicità per i giochi con vincite in denaro, art. 1

Mario Sberna, Lorenzo Basso e Stefano Quaranta

Libertà e dignità vs. induzione al consumo

Ricordiamo a quanti invocano la libertà d'impresa quando fa comodo a loro e ricorrono al paternalismo statale quando fa comunque comodo a loro, che in quanto attività economica la pubblicità è tutelata dall’art. 41 della Costituzione che stabilisce, però, un principio fondamentale: come ogni attività economica, anche la pubblicità «non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Come affermano Maurizio Fusi e Paolina Testa, nel loro manuale Diritto e Pubblicità (Lupetti 1991), «nel nostro ordinamento la libertà di pubblicità esiste ed è costituzionalmente garantita, ma trova i suoi limiti invalicabili nelle norme che tendono a proteggere gli interessi della collettività e i diritti dei singoli». Peccato che - rimarca in un suo recente saggio il professor Adriano Zanacchi, che avendo una lunga esperienza anche in Rai il problema lo conosce a fondo - «la pubblicità dei giochi d’azzardo spinga a compiere atti pericolosi, che possono diventare (lo dice la pubblicità stessa!) patologici».

Il divieto di pubblicità aprirebbe quindi - lo ha notato il sempre attento professor Maurizio Fiasco, intervenuto dal pubblico nel corso della presentazione alla Camera - una breccia di responsabilità civile e giuridica in un sistema che, per ora, altro non ha fatto che ammansire campagne di marketing sulla "responsabilità" del giocatore-consumatore. Ma il problema, oggi, è la responsabilità civile - oltre che morale - del "produttore"-induttore...

In questo senso, oltre che immorale, questa pubblicità è profondamente antisociale costituendo da un lato un incentivo e un'induzione, dall'altro quello che Skinner avrebbe chiamato "un rinforzo" al condizionamento operante messo in atto dal sistema-gioco su cui si regge non solo l'immaginario artificiale dell'azzardo, ma il suo core business che deriva soprattutto dalla massimazione biopolitica dei profitti. E non ci sono rimedi informativi o pubblicità progresso che tengano.

Doppio binario, meta comune

Nelle ore precedenti la conferenza stampa delle 13, anche Matteo Mantero e Massimo Baroni del M5S avevano presentato una proposta che va nella stessa direzione: concisione, chiarezza, massima decisione nel dire di no a questa forma di induzione al consumo (e a quale "consumo" è inutile oramai ribadirlo).

Resta però un problema, messo in evidenza da Baroni e Mantero, che non sono "andati per la loro strada" - come vorrebbe far intendere qualcuno. Si tratta, invece, di un'operazione intelligente e sottile. Mantero l'aveva già spiegata ricordando le proposte di legge vengono calendarizzate a seconda del peso dei gruppi parlamentari e il numero di quanti le sottoscrivono non è in sé e per sé influente.

Se il Pd o Sel chiederanno uno dei propri spazi per calendarizzare la legge bene, altrimenti utilizzeremo il nostro canale: questa la logica del doppio binario. I due testi alla fine dovrebbero essere simili e, come ha ribadito lo stesso Mantero, si arriverà probabilmente a un testo unificato e comune.

L'appello della società civile

Nel giorno in cui in Parlamento viene presentato il Disegno di legge che vieta la pubblicità diretta e indiretta all'azzardo, le organizzazioni della società civile rilanciano il loro appello alla buona politica e - tra le altre cose - proprio per l'abolizione di ogni forma di pubblicità e sponsorizzazione dell'azzardo e da parte del sistema dell'azzard. Un appello importante, rivolto a Governo e Parlamento da parte di Caritas, Mettiamoci in gioco, Insieme contro l'azzardo, Movimento No Slot e Movimento Slot Mob.

La sfida è quella di ridare spazio ad una partecipazione politica dal basso sulla questione azzardo. Subito vienei invocato la il divieto assoluto di pubblicità

Leggi qui il testo dell'appello: Azzardo. Appello per la democrazia contro le lobby

Ore 16: divieto di pubblicità arriva in Senato

La senatrice Donatella Albano del Partito Democratico, in accordo con l'Intergruppo parlamentare contro il gioco d'azzardo, ha presentato anche in Senato la proposta dell'Intergruppo Parlamentare che prevede l'assoluto divieto di qualsiasi forma di pubblicità commerciale, promozione o sponsorizzazione per i giochi con vincite in denaro.

Dietro i numeri e le cronache allarmanti dell'azzardo di massa, osserva la Albano, "ci sono migliaia di persone che vivono autentici drammi. Per questo occorre limitare fortemente l'immagine del giocatore come un modello di successo, come una persona che con il minimo sforzo riesce a ottenere solo il meglio dalla vita, presso i più giovani e le fasce socialmente più deboli "

Ore 17: fine del "binario morto"

Il problema posto dal M5S non è di poco conto. Ma la risposta data al problema è a suo modo rivoluzionaria, proprio perché semplice, concreta e a portata di mano. Per saperne di più: Azzardo, stop alla pubblicità, in aula grazie al M5S

Spesso capigruppo e gruppi parlamentari lasciano in qualche modo "sfogare" i loro deputati più indipendenti, liberi e critici, ma alzano un silenzioso muro di gomma quando si tratta di mettere in calendario e, di conseguenza, sottoporre alla Presidente della Camera un'esigenza di discussione in aula e di voto.

Se questo muro di inerzia spesso omertosa non è facile da saltare, aprire una breccia è possibile. Ecco allora che dal M5S arriva l'idea, comunicata nel pomeriggio:

grazie all'articolo 24, comma 3 del regolamento della Camera si può "costringere" il Parlamento a discutere tutte le proposte sul tema, anche quelle non a firma del Movimento 5Stelle. Il Movimento si farà strumento per arrivare alla calendarizzazione della discussione e del voto

"Calendarizziamo subito tutti i progetti di legge per vietare la pubblicità del gioco d'azzardo!" Ecco la chiamata del Movimento 5 Stelle "per tutte le associazioni ed i cittadini che vogliono raggiungere il loro obiettivo -vietare la pubblicià dell'azzardo - e non perdersi in chiacchiere.

L'obiettivo è ottenere la legge. Ma l'obiettivo è anche quello di discernere finalmente - dinanzi a un provvedimento concreto, non a semplici dichiarazioni di principio, che non costano a nulla e non impattano nella realtà - tra "amici" e "falsi amici" in questa battaglia sociale comune.

Ore 18,30: Senato noslot contro Rai e azzardo di Stato

Al Senato, nel frattempo, è iniziata la discussione della riforma della Rai. Migliaia gli emendamenti, tra cui quello della Lega Nord contro la pubblicità dell'azzardo sulle reti del servizio pubblico. Un servizio pubblico che, ricordiamolo si basa su un accordo tra Rai e Ministero dello Sviluppo Economico, il cosiddetto "Contratto di Servizio", scaduto da tempo ma che pare nessuno voglia rinnovare...

Per approfondire: "Roberto Fico: basta pubblicità dell'azzardo in Rai"

Duro l'intervento del senatore Giovanni Endrizzi (M5S) che ha pragonato la "pubblicità dell'azzardo allo strupro", ma non è il solo a pensarsa così tra i banchi del Senato. Quello stesso Senato dove si è più volte tentato il golpo gobbo - ricordate il Decreto Salva Roma e la norma repressiva nei contronti degli enti locali no slot? O il recente caso della bozza-fotocopia presentata da un senatore PD ma scritta dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli?

Oggi, ha dichiarato Endrizzi:

"è divenuto urgente abolire la pubblicità sul gioco d'azzardo. Per questo abbiamo presentato dei disegni di legge, semplici, mirati perché almeno questo aspetto che riguarda anche la cultura di un Paese, il suo grado di civiltà, venga modificato. E quando dico 'abbiamo' non mi riferisco al Movimento 5 Stelle, ma a tanti parlamentari che hanno sottoscritto diverse proposte di legge per chiedere una cosa che i cittadini italiani avrebbero già votato. Una cosa che viene chiesta dalle associazioni che si battono per la legalità, per la salute. Che si battono per un nuovo e diverso modello culturale".

Ora arriva l'appello, anzi l'invito, direttamente in video. Calendarizzare subito, adesso. Lo dice il portavoce del M5S, Luigi Di Maio che della Camera dei Deputati è vicepresidente. "Dobbiamo farlo per tutte le associazioni e i cittadini che vogliono raggiungere questo risultato". Più chiaro di così...

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