Diritto alla scuola

Ledha invia diffida formale a Milano, Cremona, Pavia e Varese

31 Luglio Lug 2015 1024 31 luglio 2015

Con una formale diffida, Ledha oggi chiede alla Città Metropolitana di Milano e alle Province di Cremona, Pavia e Varese di attivarsi immediatamente per garantire i servizi necessari agli alunni con disabilità. «Non ci sono più alibi, e soprattutto non c’è più tempo»,

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Scuola Christopher Furlong:Getty Images
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Con una formale diffida, Ledha oggi chiede alla Città Metropolitana di Milano e alle Province di Cremona, Pavia e Varese di attivarsi immediatamente per garantire i servizi necessari agli alunni con disabilità. «Non ci sono più alibi, e soprattutto non c’è più tempo»,

Non sono bastati i 30 milioni stanziati dal Governo per “mettere una toppa” e fare entrare nei bilanci di Regioni e Città Metropolitane i soldi per garantire i servizi di supporto all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Con una formale diffida, Ledha oggi chiede alla Città Metropolitana di Milano e alle Province di Cremona, Pavia e Varese di attivarsi immediatamente per garantire i servizi necessari agli alunni con disabilità.

«Non ci sono più alibi, e soprattutto non c’è più tempo», spiega Giovanni Merlo, direttore di Ledha: «Sappiamo che qualcosa si è mosso, fossimo al 31 marzo potremmo anche aspettare, ma siamo al 31 luglio! Voglio essere ottimista, ma noi non ci fermiamo finché tutte le famiglie non avranno visto i servizi attivati». Confermato anche l'appuntamento del 7 settembre con le famiglie, a cui gli avvocati illustreranno le modalità con cui presentare i singoli ricorsi al Tar in caso di inadempienza da parte degli enti locali: «Ovviamente saremo molto contenti di poter rinunciare a tutte queste iniziative», chiosa Alberto Fontana, presidente di Ledha.

Con la diffida, LEDHA chiede alle istituzioni di «attivarsi immediatamente» affinché sia garantito, con l'erogazione dei servizi di supporto all'istruzione necessari, «il regolare avvio dell’anno scolastico 2015/16 a tutti gli alunni con disabilità iscritti presso scuole secondarie di secondo grado e a tutti alunni con disabilità sensoriale iscritti in ogni ordine e grado di scuola». In caso contrario – avvertono gli avvocati firmatari della diffida – verrà proposta «ogni azione prevista dall'ordinamento, per impedire il verificarsi di discriminazioni e comunque per pieno rispetto del diritto all’istruzione e all’inclusione scolastica delle persone con disabilità». Per LEDHA, infatti, l'impossibilità per molti bambini e ragazzi con disabilità di iniziare regolarmente il nuovo anno scolastico, rappresenta una grave discriminazione dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie, in base a quanto previsto dalle legge 67/2006.

A poco più di un mese dall'inizio dell'anno scolastico 2015-2016, le famiglie degli studenti con disabilità che vivono in Provincia di Cremona, Pavia e Varese e sul territorio della Città Metropolitana di Milano non hanno ad oggi avuto alcun riscontro concreto alle loro richieste di veder garantiti i servizi di supporto all’istruzione. Qualcosa si sta muovendo: a Milano, per esempio, Maria Rosaria Iardino, consigliera delegata alle Pari opportunità, politiche di genere e sostegno alle categorie più deboli e disabilità della Città Metropolitana, proprio a Vita.it ha annunciato l'altro ieri l’imminente sblocco della situazione, con lo stanziamento di almeno 5,5 milioni e una lettera alle famiglie che dovrebbe essere partita ieri.

«Questa situazione non è più tollerabile. E non ci sono più scuse che possano giustificare l'immobilismo da parte di alcune istituzioni locali», commenta Alberto Fontana, presidente di LEDHA. Dopo la legge regionale (numero 79/2015) che ha confermato alle Province le funzioni già conferite alla data di entrata in vigore della legge stessa e dopo la decisione del Governo di stanziare 30 milioni di euro per i servizi di trasporto, assistenza alla comunicazione e assistenza ad personam, non ci sono più scuse. «Siamo soddisfatti per le dichiarazioni dei giorni scorsi, ma è ora che parlino i fatti», continua Fontana. «A oggi confermiamo l'intenzione di LEDHA a procedere con un ricorso antidiscriminatorio».

Foto di Christopher Furlong/Getty Images

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