Cooperazione internazionale

Accordo raggiunto sui nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile

3 Agosto Ago 2015 1335 03 agosto 2015

Ieri gli Stati Membri delle Nazioni Unite hanno raggiunto un’accordo sui nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile. Sono 17, i fondi previsti tra i 3.000 e i 4.000 miliardi di euro all’anno da qui al 2030 e verranno definitivamente adottati in settembre durante la prossima Assemblea generale delle UN.

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Ieri gli Stati Membri delle Nazioni Unite hanno raggiunto un’accordo sui nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile. Sono 17, i fondi previsti tra i 3.000 e i 4.000 miliardi di euro all’anno da qui al 2030 e verranno definitivamente adottati in settembre durante la prossima Assemblea generale delle UN.

La lotta contro la povertà cambia pelle. Ieri i 193 Stati membri delle Nazioni Unite si sono accordati per sostituire gli Obiettivi del Millennio (MDGs, in scadenza nel 2015) con un nuovo programma ambizioso – gli Obiettivi di sviluppo sostenibile – che da qui al 2030 impegnerà la Comunità internazionale per proseguire la sua battaglia contro la fame nel mondo e rinnovare il suo impegno per combattere il cambiamento climatico.

Le ultime due settimane sono state segnate da negoziati durissimi a New York che – tra litigi e notti insonne – sono sfociati in un accordo consensuale di circa 30 pagine su 17 obiettivi declinati in 169 “target” e il modo con cui verranno implementati nei prossimi 15 anni.

Il capo di gabinetto del Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon ha parlato di accordo “storico”, sottolineando le sfide enormi che attendono la Comunità internazionale per l’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. “La complessità del programma e la sua vastità costituiscono una sfida per tutti noi e per le Nazioni Unite”, ha dichiarato Susanna Malcorra. “E’ un momento davvero storico” ha ribattuto l’ambasciatore del Kenya presso le Nazioni Unite, Macharia Kamau, che assieme all’Irlanda ha co-presieduto i negoziati.

I cosiddetti SDGs mirano nei prossimi 15 anni “a sradicare la povertà sotto tutte le sue forme e ovunque nel mondo” (oggi circa un miliardi di persone vivono con meno di 1,25 dollari al giorno), a ridurre le disugaglianze tra gli Stati, “a consentire a tutti di vivere in buona salute”, “a garantire l’accesso di qualsiasi persona ad un’educazione di qualità”, a migliorare la gestione dell’acqua e dell’energia e a “prendere misure urgenti per lottare contro il cambiamento climatico”.

Ma raggiungere questi obiettivi ha un costo: gli esperti calcolano che ci vogliono tra i 3.000 e i 4.100 miliardi di euro all’anno, l’equivalente del budget federale degli Stati Uniti per il 2016 (pari a 3.800 miliardi dollari). Un problema se si pensa che ogni Stati si impegna a rispettare i 17 obiettivi – la cui entrata in vigore è prevista il 1 gennaio 2016 – su base volontaria. Tuttavia, sono previsti “indicatori” che consentiranno di valutare i progressi raggiunti e garantire “un monitoraggio sistematico” in fase di implementazione.

I capi di Stato e di governo di tutto il mondo si riuniranno a New York tra il 25 e il 27 settembre per adottare ufficialmente il nuovo programma di sviluppo durante la 70ma sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Un discorso di Papa Francesco è annunciato alla viglia del Summit.

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