Poletti Padoan
Nuovo welfare

L’Alleanza contro la povertà boccia il Governo

3 Agosto Ago 2015 1505 03 agosto 2015
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Le 32 organizzazioni sociali che compongono l’Alleanza invitano il ministro Poletti e il Governo a rivedere l’impianto del Piano annunciato a luglio

«Dimostrare con la prossima legge di stabilità che la lotta alla povertà costituisce una priorità e superare la fase delle sperimentazioni: sono le due richieste che l’Alleanza contro la povertà in Italia rivolge al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti sulla proposta che il governo ha presentato», afferma Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, portavoce dell’Alleanza contro la povertà in Italia, un cartello di 32 organizzazioni di ispirazione culturale e sociale diversa che condividono l’urgenza per il Paese di dotarsi di una strategia nazionale di contrasto alla povertà e che hanno proposto l’adozione di una misura specifica – il Reddito di Inclusione Sociale (Reis) - che si rivolge a tutti coloro che si trovano in condizioni di povertà assoluta.

Occorre superare la fase delle sperimentazioni, il Governo con la prossima legge di Stabilità dia un segnale»

Gianni Bottalico, portavoce dell'Alleanza contro la povertà

L’Alleanza che già lo scorso 16 luglio in un incontro col ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, ha presentato le sue osservazioni al piano anti-povertà (qui il documento integrale dell’Alleanza ),di fatto boccia un Esecutivo che al di là delle intenzioni propone dinamiche vecchie poco incisive. Per le 32 organizzazioni firmatarie il Piano governativo è un documento «generico» e strategicamente «negativo» in quanto «vi si esplicita ’intenzione di non avviare nel triennio 2016- 18 – cioè sino alla scadenza attesa della legislatura – un percorso di riforma che introduca gradualmente la necessaria misura nazionale a sostegno della popolazione in povertà assoluta. L’avviamento di tale percorso, invece, è necessario ed urgente poiché l’Italia ha recentemente vissuto un’amplissima diffusione dell’indigenza e rimane – unico paese in Europa insieme alla Grecia - priva di una simile misura». Da qui la richiesta di «modificare sostanzialmente l’impianto».

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