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L’adozione internazionale ha ancora un futuro?

20 Agosto Ago 2015 1553 20 agosto 2015
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La risposta arriverà dal convegno organizzato il 26 e 27 agosto a Gabicce Mare dall’associazione Amici dei Bambini che riunirà attorno allo stesso tavolo gli esperti di Francia, Spagna, Repubblica Democratica del Congo, Brasile e Italia

In un momento storico così delicato il convegno internazionale organizzato da Amici dei Bambini Adozione internazionale in cerca di futuro. La scelta politica dell’accoglienza”, in programma a Gabicce Mare, in provincia di Pesaro e Urbino, il 26 e 27 agosto prossimi, segna una tappa importante nel processo di ricostruzione delle adozioni internazionali tanto da ricevere una Medaglia conferita dal Presidente della Repubblica.

La crisi dell’adozione internazionale non è più un mistero per nessuno: i dati sono impietosi. In quattro anni il numero di minori stranieri accolti da famiglie italiane si è più che dimezzato, passando dai 4.130 del picco datato 2010 ai meno di 2 mila stimati dalle proiezioni relative al 2014. E il primo semestre del 2015 non solo conferma questa tendenza al calo, ma addirittura, stando sempre alle prime proiezioni, segna un’ ulteriore pesante perdita in termini di bambini adottati.

Un crollo figlio di una crescente sfiducia da parte delle famiglie nei confronti di questa forma di accoglienza e di disinteresse da parte di una parte della politica. Le coppie che presentano domanda per l’adozione internazionale sono sempre meno. Dopo il record del 2004, con 8.274 richieste, si è scesi alle 6.092 del 2010 fino alle sole 4.015 del 2014. Le aspiranti famiglie adottive diminuiscono, quindi, a un ritmo drammatico di 500 all’ anno.

Di fronte a una tale situazione, chiedersi se l’adozione internazionale sia ormai destinata alla fine è quantomeno lecito. Da più parti il fenomeno è stato analizzato e se ne sono messe in evidenza le cause. Nessuno fino a oggi, però, ha ancora pensato a cosa fare di concreto per risollevare le sorti dell’accoglienza adottiva. Da qui l’idea di Amici dei Bambini di organizzare un convegno con lo scopo di imprimere un netto cambio di rotta, permettendo ai vari interlocutori del settore di confrontarsi, finalmente, tra loro in modo costruttivo.

Il convegno, a cui parteciperanno rappresentanti dei Paesi esteri, accoglienti e d’origine dei minori abbandonati (dalla Spagna alla Francia, dal Brasile al Congo) e rappresentanti di enti, associazioni, organizzazioni e di istituzioni italiani, sarà l’occasione per indagare sulle ragioni di tale caduta libera attraverso il confronto con altre realtà di oltre confine nell’intento di riflettere su quali strade sia necessario incamminarci per far si che uno degli strumenti di protezione più importanti per i minori in stato di abbandono non venga a scomparire.

L’esperienza a tutto campo che verrà presentata nell’arco delle due giornate (26 e 27 agosto) metterà a fuoco i fattori esogeni, alcuni comuni a tutti i Paesi accoglienti, e i fattori endogeni che caratterizzano e diversificano l’esperienza spagnola, da quella francese a quella italiana.

A Gabicce si ritroveranno, dunque, i massimi esperti delle adozioni internazionali: da Jean-Michel Rapinat, (Direttore aggiunto AFA – Agence Française de l’Adoption- Francia) ad Adolfo Garcia, (Coordinatore CORA – Coordinadora de Asociationes en Defensa de la Adópcion y el Acogimiento- Spagna); da Monica Natale de Camargo, (Presidente Gaasp – Grupo de Apoio à Adoçao de Sao Pauolo- Brasile) a Martin Kasereka Musavuli Okende (Esperto di adozione internazionale, Repubblica Democratica del Congo).

Non mancherà il punto di vista dei servizi e dei politici con Gianfranco Arnoletti (Cifa); Pietro Ardizzi – Oltre l’adozione; Monya Ferritti , Presidente Coordinamento CARE; Anna Guerrieri (Genitori si diventa); Andrea Speciale – Forum delle Associazioni Familiari e tra i politici On. Rosetta Enza Blundo, Vicepresidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Inoltre ci saranno anche esponenti delle regioni presenti: Fiorella Balestrucci (direzione centrale salute, Friuli Venezia Giulia); Monica Malaguti (Servizio politiche familiari Infanzia e Adolescenza, Emilia Romagna); Patrizia Buratti (Responsabile scientifico centro adozioni “Il Cerchio” - Asl Milano 1, Lombardia); Alda Martegani (già responsabile dei consultori familiari del XX Municipio di Roma e del Servizio Adozioni dell’Asl RME- Lazio).

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