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Migranti, uno su tre è ospitato dalla Chiesa cattolica

21 Agosto Ago 2015 1038 21 agosto 2015
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Su 100mila persone arrivate in Italia da gennaio a oggi, circa 35mila sono stati accolti dalle strutture legate al mondo ecclesiale, dai seminari alla Caritas

Nel 2015 in Europa sono arrivati finora 250mila rifugiati, più dell'intero 2014. E i morti nel Mediterraneo sono stati «almeno 2.300». «La peggior crisi dalla Seconda Guerra Mondiale», ha commentato il commissario europeo all'immigrazione, il greco Dimitris Avramopoulos. In base a questi dati, poco meno di metà dei migranti arrivati in Europa da gennaio sono passati dall'Italia. E nel nostro Paese hanno trovato un'accoglienza concreta e diffusa soprattutto da parte delle strutture legate al mondo cattolico, dai seminari alla Caritas.

Su 100mila migranti giunti in Italia da gennaio ad oggi, infatti, circa 35mila sono stati accolti da strutture religiose. In pratica un migrante su tre passa dalla Chiesa cattolica. La sola Caritas ne ha assistiti 20mila mentre altri 15mila sono stati accolti da associazioni come la Comunità di Sant'Egidio o direttamente dalle parrocchie e in altre strutture delle diocesi italiane.

I numeri dicono che senza l'accoglienza garantita dalle strutture ecclesiastiche, l'emergenza profughi sarebbe ingestibile. Gli esempi sono davvero tantissimi. A cominciare dalla rete del Centro Astalli, promossa dai gesuiti per i rifugiati e che opera a Palermo, Catania, Vicenza, Trento, Napoli, Padova, Milano e Roma. Hanno spalancato le porte delle loro comunità anche i Guanelliani a Como, Lecco e in provincia di Sondrio, i Francescani a Enna, Roma e a Piglio in provincia di Frosinone,i Pavoniani in Valsassina, le suore Orsoline a Caserta, le suore della Provvidenza a Gorizia. Ma l'elenco potrebbe continuare.

In prima fila c'è la Caritas. Il responsabile dell'area immigrazione, Oliviero Forti, ha spiegato che «non di rado queste attività vengono svolte anticipando i fondi che poi lo stato ci restituisce con qualche mese di ritardo». E ha elencato le diverse iniziative sparse per l'Italia: «La Caritas di Palermo sta ospitando un centinaio di profughi in una sua struttura senza alcuna convenzione con la Prefettura. A Fermo la comunità di Capodarco di don Vinicio Albanesi ha aperto il seminario agli immigrati e oggi ne ospita un centinaio». Altri esempi: il cardinale di Palermo, Paolo Romeo, che ha deciso di utilizzare anche le chiese per l'accoglienza e quello di Torino, Cesare Nosiglia, che utilizza da mesi un piano dell'arcivescovado per accogliere i migranti. Mentre in Lombardia attualmente circa 2.500 profughi sono ospitati nelle strutture della chiesa cattolica lombarda e dall'inizio dell'anno ne sono transitati quasi 8mila.

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