Rappresentanze

Il volontariato italiano sull'orlo di una crisi di nervi

25 Agosto Ago 2015 1512 25 agosto 2015

Sono passati meno di quattro mesi dall'Autoconvocazione dello scorso 9 maggio, ma oggi le reti di rappresentanza di 4,8 milioni di italiani sembrano più distanti che mai. Tanto che due big sino ad oggi su versanti diversi come Misericordie e Anpas, annunciano un fronte comune

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Volontari Anpas
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Sono passati meno di quattro mesi dall'Autoconvocazione dello scorso 9 maggio, ma oggi le reti di rappresentanza di 4,8 milioni di italiani sembrano più distanti che mai. Tanto che due big sino ad oggi su versanti diversi come Misericordie e Anpas, annunciano un fronte comune

Quella che doveva essere una grande mobilitazione «per costruire il messaggio che il volontariato vuole dare al Paese», come recitava il comunicato di conclusione dei lavoro dell’Autoconvocazione del volontariato italiano, che lo scorso 9 maggio aveva riunito a Roma 300 volontari rischia di ridursi a una scaramuccia a bassa intesità che più dei 4,8 milioni di volontari italiani o le quasi 250mila istituzioni in cui operano, riguarda le reti di secondo e terzo livello che questo mondo dovrebbero rappresentare. «Oggi assistiamo con profonda amarezza a una preoccupante frammentazione tra le grandi reti di rappresentanza del Terzo settore che troviamo incomprensibile», hanno fatto sapere con un comunicato congiunto i presidenti di Anpas e Misericordie Fabrizio Pregliasco e Roberto Trucchi, che con una riunione lo scorso venerdì hanno deciso di mettere a punto una road map «per costruire un percorso comune in cui coinvolgeremo anche la Croce rossa, che dia rappresentanza a enti complessi come il nostro che gestiscono servizi di trasporto socio-sanitario essenziali, enti che per loro natura sono differenti da altre tipologie di volontariato», ha specificato Pregliasco a Vita.it. «Anche nel dibattito sulla riforma del Terzo settore abbiamo una specificità che va letta e interpretata dal Legislatore, occorre una rappresentanza capace di farlo presente», fa eco Andrea Del Bianco, che in qualità di direttore delle Misericordie è uno degli attivatori del tavolo con le Pubbliche Assistenze.

Il presidente di Anpas, Fabrizio Pregliasco

Il presidente delle Misericordie, Roberto Trucchi

Una presa di posizione che per ora non prelude all’uscita delle Misericordie dalla Convol e dell’Anpas dal Forum del Terzo settore. Ma questo solo per ora, perché se «L’incomprensibile frammentazione» dovesse perdurare proprio nei mesi cruciali per la discussione della Riforma, gli assetti della rappresentanza del volontariato italiano così come li conosciamo oggi potrebbe andare a carte 48.

La presidente della Convol, Emma Cavallaro

Il presidente del Cnv, il deputato Pd Edo Patriarca

Anche perché il rullo dei tamburi di guerra proprio fra Convol da una parte e Forum del Terzo settore e Csv.net dall’altra, seppur sotto traccia suonano sempre più minacciosi. Il fronte dell’ dell’Autoconvocazione del volontariato italiano nel giro di un’estate si è di fatto sciolto come neve al sole. E così quella che doveva essere il sequel dell’iniziativa di maggio, a Lucca i prossimi 4/6 settembre presso il Centro nazionale per il volontariato, dopo che si sono sfilati Convol, i Csv guidati da Stefano Tabò e la Caritas Italiana (presente invece quella Ambrosiana) pare essersi ridotta a un vertice di parte di chi si sente ancora rappresentato dal Forum di Pietro Barbieri e dal Cnv di Edo Patriarca. Anche perché la Convol di Emma Cavallaro proprio negli stessi giorni ha convocato a Roma un controsummit. «Noi come Misericordie andremo a Roma e l’Anpas sarà Lucca. Ma lo faremo per esplicitare tutte le nostre perplessità in modo diretto su entrambi i fronti», chiosa Del Bianco.

Il portavoce del Forum del Terzo settore, Pietro Barbieri

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