1432285569 Giornata Ostetriche
Obiettivi del millenio

Ogni giorno 800 donne perdono la vita per dare alla luce un bambino

31 Agosto Ago 2015 1154 31 agosto 2015
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Continua il nostro viaggio tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Il quinto punto prevede misure per ridurre di tre quarti il tasso di mortalità materna tra il 1990 e il 2015 e il raggiungimento dell’accesso universale alla salute riproduttiva entro la fine dell’anno

Continua il nostro viaggio tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio: il quinto riguarda la salute materna e prevede misure per ridurre di tre quarti il tasso di mortalità materna tra il 1990 e il 2015 e il raggiungimento dell’accesso universale alla salute riproduttiva entro la fine dell’anno.

Gli ultimi dati disponibili ci dicono che nel 2013 il 99 per cento delle morti materne nel mondo - 289mila in totale - sono avvenute nei paesi in via di sviluppo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità sono 800 ogni anno le donne che perdono la vita prima, durante o dopo la gravidanza. Nel 2013 più della metà delle morti sono avvenute in Africa subsahariana e un quarto nelle regioni del sudest asiatico.

La mortalità in Asia meridionale è scesa dalle 550 morti ogni 100mila nascite del 1990 alle 190 nel 2013, una diminuzione del 65 per cento. In Africa Subsahariana, dove i tassi sono più del doppio rispetto a quelli dell’Asia, c’è stato un calo del 50 per cento.

Si tratta di risultati notevoli, ma le percentuali di paesi che rischiano di non raggiungere l’obiettivo in generale e sono “fuori target” sono tra le più ampie degli obiettivi finora analizzato. In realtà la mortalità materna è stata praticamente dimezzata (-47 per cento), ma con un tasso di progresso ancora insufficiente a raggiungere il traguardo prefissato per il 2015 (-75 per cento). Uno dei sotto-obiettivi prevedeva di estendere a tutte le donne l'accesso all'assistenza prenatale e nei paesi in via di sviluppo la percentuale di donne che ricevono visite prima del parto è salita dal 63 per cento del1990 all'81% del 2011. Ma anche se negli ultimi anni il tasso di mortalità materna è sceso a una velocità del 3,1 per cento è comunque inferiore rispetto al 5,5 per cento previsto per raggiungere l'Obiettivo di Sviluppo.

Nei paesi in via di sviluppo il rischio di morire per cause legate alla gravidanza o al parto è 100 volte maggiore che negli altri. L’indicatore tiene conto anche del tasso di fertilità e quindi del maggior numero di eventi con rischio di decesso che una donna deve affrontare :

In Italia, a causa del bassissimo tasso di fertilità, l’indicatore è tra i più bassi del mondo, dello 0,0058 per cento. Il rischio è calcolato come una stima di morte per ogni nascita, e dal momento che le donne nei paesi poveri hanno più figli in condizioni a rischio, il loro tasso aumenta.

L'80 per cento delle cause dei decessi si deve a emorragie o infezioni dopo il parto, a ipertensione gestazionale o a un aborto praticato in condizioni non sicure.

Molti dei problemi di salute sarebbero prevenibili o trattabili con cure ospedaliere anche prima della nascita. In Asia meridionale o in Africa Subsahariana solo metà delle nascite sono assistite da dottori, ostetriche o infermieri.

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