Scuola

Servizi per alunni disabili, richieste entro il 10 settembre

1 Settembre Set 2015 1043 01 settembre 2015

Parte oggi un nuovo anno scolastico, ma la vicenda dei servizi per gli alunni con disabilità è ancora aperta. Province e Città metropolitane dovranno fare domanda entro il 10 settembre per accedere ai 30 milioni stanziati dal Governo. Le associazioni alle famiglie: «verificate che le scuole abbiano inviato le richieste, soprattutto quelle nuove».

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Scuola PATRICK HERTZOG:AFP:Getty Images
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Parte oggi un nuovo anno scolastico, ma la vicenda dei servizi per gli alunni con disabilità è ancora aperta. Province e Città metropolitane dovranno fare domanda entro il 10 settembre per accedere ai 30 milioni stanziati dal Governo. Le associazioni alle famiglie: «verificate che le scuole abbiano inviato le richieste, soprattutto quelle nuove».

Primo settembre, al via un nuovo anno scolastico. E ancora non sono del tutto risolti i problemi connessi ai servizi relativi al trasporto, all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità già garantiti dalle province. A fine luglio, piuttosto in extremis, il maxiemendamento che convertiva in legge il decreto-legge n. 78 sugli enti territoriali stanziava 30 milioni di euro «per le esigenze relative all'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali», attribuiti alle province e alle città metropolitane per l'anno 2015 (qui il testo completo di quella che ora è la legge 6 agosto 2015, n. 125, l’articolo in questione è il n. 8, comma 13quater).

Il 19 agosto un Decreto del Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, è andato a dettagliare il modo in cui le province e alle città metropolitane potenzialmente beneficiarie del contributo potevano fare apposita richiesta. Al contributo - che riguarda, lo ripetiamo, solo questi ultimi mesi del 2015 - possono accedere le province e le città metropolitane appartenenti alle regioni a statuto ordinario, nonché alla regione Sardegna ed alla regione Siciliana (escluse quindi Valle d’Aosta, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige) che devono farne richiesta fra il 25 agosto 2015 e le ore 24 del 10 settembre 2015. Il riparto del fondo disponibile avverrà sulla base delle richieste pervenute al Ministero dell’interno telematicamente (qui il decreto http://finanzalocale.interno.it/circ/dec20-15.html).

I tempi sono strettissimi, tenendo conto del fatto che diversi enti locali per tutta l’estate nemmeno avevano raccolto le richieste di tali servizi da parte delle famiglie, non essendo in grado di garantirne l’avvio. Dalle associazioni arriva pertanto l’invito alle famiglie a verificare presso le scuole che queste ultime abbiano effettivamente inviato le richieste alle proprie Province o Città Metropolitane per le figure che devono garantire assistenza. Particolare urgenza ed attenzione andrà fatta alle richieste degli alunni che si affacciano per la prima volta alla scuola o a questi servizi (quindi non solo chi entra nella scuola ma anche chi sta per iniziare le superiori).

In effetti le notizie parlano di movimenti in ordine sparso. La Campania, per bocca dell’Assessore alle Politiche Sociali e alla Scuola, Lucia Fortini ha assicurato che gli studenti con disabilità campani inizieranno il 14 settembre 2015 l’anno scolastico, grazie anche alle risorse stanziate per il fondo per la disabilità che ammontano a 15 milioni di euro». La Città metropolitana di Roma Capitale si era mosso per tempo, elaborando delle Linee di indirizzo assistenza specialistica per l’anno scolastico 2015/2016, pubblicate il 7 maggio 2015 che prevedeva di raccogliere i bisogni delle famiglie già entro il 4 giugno: Stefano Galloni, direttore di Anffas Ostia, a fine luglio confermava che «da due giorni stiamo ricevendo inviti a partecipare a gare per l’assistenza specialistica nelle scuole superiori. Significa che le scuole hanno un budget, almeno fino al 31 dicembre 2015. Le famiglie sono serene». In modo analogo la Provincia di Monza e Brianza si era impegnata già a giugno a salvaguardare la continuazione dei servizi fino ad oggi erogati per assicurare il diritto allo studio ai suoi 430 alunni con disabilità. La Città Metropolitana di Milano a inizio agosto ha scritto alle famiglie di bambini e ragazzi con disabilità per comunicare che l'ente, in collaborazione con gli Uffici di Piano, intende «garantire per l'anno scolastico 2015-2016 gli interventi di assistenza educativa agli studenti con disabilità sensoriale e agli studenti con disabilità che frequentano le scuole secondarie di secondo grado», con una novità rispetto agli anni passati, che Maria Rosaria Iardino, consigliera delegata alle Pari opportunità, politiche di genere e sostegno alle categorie più deboli e disabilità della Città Metropolitana di Milano ci aveva anticipato: la gestione dei servizi verrà affidata al Comune di Milano e ai Piani di zona del resto del territorio metropolitano, lasciando alla Città Metropolitana il compito di coordinamento e l'erogazione delle risorse economiche necessarie.

Da Rovigo al contrario arrivano cattive notizie: il Comitato dei genitori degli alunni con disabilità sensoriale della provincia dice che il 16 settembre circa 80 alunni con disabilità sensoriali non inizieranno la scuola insieme ai loro compagni, poiché «a tutt'oggi non sono stati stanziati da parte della Regione Veneto fondi utili a coprire il servizio finora svolto dall'Istituto per la ricerca, formazione e la riabilitazione, su incarico della Provincia». Anche Giuseppe Giardina, presidente Anffas Sicilia, racconta di un territorio «nel buio più totale».

Tutti poi pensano già al 2016: «Ci aspettiamo che la piena copertura finanziaria di quei servizi diventi strutturale nella prossima legge di stabilità – avevano detto FAND e FISH all’indomani dell’approvazione della legge. Sappiamo bene infatti che la cifra di 30 milioni copre solo in parte l’emergenza per i primi tre mesi dell’anno scolastico che inizia a settembre. Il diritto allo studio, al contrario, non può essere vincolato a disponibilità di bilancio». A tal proposito Ledha conferma l'appuntamento del 7 settembre con le famiglie, in cui verranno illustrate le modalità con cui presentare i singoli ricorsi al Tar in caso di inadempienza da parte dell'ente di riferimento.

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