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La Diocesi di Milano apre le porte all’accoglienza diffusa

2 Settembre Set 2015 1741 02 settembre 2015
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Sei nuove strutture in città, a Rho, Triuggio e Gallarate si aggiungono alle 781 già attive. E il cardinale Scola lancia un appello ai parroci affinché mettano a disposizione anche piccoli spazi ai profughi in cambio di piccoli lavoretti

La diocesi di Milano si mobilita per l’accoglienza ai migranti. E di oggi la notizia di altri 6 immobili messi a disposizione tra case e strutture per un totale di 130 posti supplementari, che vanno d incrementare quelli già resi disponibili in passato. 85 profughi saranno ospitati a Milano, altri 45 nelle strutture di Rho, Triuggio e Gallarate. E l'Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, chiede alle parrocchie di mettere a disposizione anche piccoli spazi per l'accoglienza diffusa. Sarà poi Caritas ambrosiana ad organizzare e gestire questa accoglienza.

Ecco l'appello che il cardinale Scola ha formulato intervenendo all'Assemblea dei Decani al Seminario di Venegono: «Invito le parrocchie della Diocesi a verificare la possibilità di mettere a disposizione temporaneamente spazi, anche piccoli, per accogliere i migranti che sono giunti o stanno arrivando in Italia e in particolare a Milano. Caritas ambrosiana si farà carico di tutte le responsabilità e della gestione concreta di questa accoglienza, sgravando le parrocchie. Alle comunità è chiesto di lasciarsi provocare dai bisogni di questi nostri fratelli migranti: questi gesti di generosità sono occasioni preziose per esprimere nella pratica la dimensione culturale della fede che ci chiede di esprimere, in ogni gesto della nostra esistenza, gli stessi sentimenti di Cristo. Ringrazio chi già si è attivato in questi mesi. La Diocesi, oltre a quelle già messe a disposizione in passato, ha trovato in questi giorni altre strutture che oggi dedica a questa emergenza. Per gestire l'accoglienza dei profughi e dei migranti sono imprescindibili la collaborazione e il dialogo con le Istituzioni civili. Domando però un passo in avanti sulle leggi e le regole che normano questa accoglienza, per rendere sempre più dignitosa e costruttiva la loro permanenza nelle nostre realtá. Perché i tempi per il rilascio dei documenti dovuti sono spesso così lunghi? Perché non si può permettere che i migranti ospiti, su base volontaria, possano partecipare con il loro lavoro alla esigenze della comunità? Così questo sforzo per l'accoglienza e le riflessioni serie che entro le comunità cristiane e la società civile nasceranno saranno occasione di educazione nella fede e di edificazione di vita buona».

Gli ospiti che verranno accolti nelle strutture della Diocesi già individuate e in quelle che reperiranno i parroci saranno i migranti richiedenti asilo che secondo le leggi dello Stato italiano hanno il diritto di soggiornare nel nostro Paese fino a quando la loro richiesta di protezione non viene esaminata. Secondo questa proposta le parrocchie metteranno a disposizione gli spazi, coinvolgeranno i fedeli e gli abitanti del quartiere in alcune attività di volontariato a favore degli ospiti, così da creare un clima di amicizia e di dialogo. Caritas Ambrosiana, attraverso gli operatori professionali delle sue cooperative, si farà carico di tutti gli aspetti amministrativi e burocratici previsti dai protocolli con le Prefetture: la rendicontazione delle presenze quotidiane, l’orientamento giuridico legale, la fornitura di vitto e vestiario, l’insegnamento della lingua italiana, l’avvio di percorsi di inserimento.

I nuovi progetti di accoglienza diffusa si aggiungeranno a quelli già in corso. Al momento sono 28 i centri di accoglienza in tutta la Diocesi, gestiti dalle cooperative di Caritas Ambrosiana in convenzione con le Prefetture, per un numero complessivo di 456 posti. Inoltre sempre le cooperative di Caritas Ambrosiana operano in collaborazione con i Comuni e il Ministero dell’Interno, nel cosiddetto sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). All’interno di questo sistema sono 18 le strutture per un numero complessivo di 325 posti.

In allegato:

L’elenco delle nuove strutture messe a disposizione dalla Curia per l’accoglienza dei profughi

L’elenco di quelle già a disposizione per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati politici

Il cardinale Angelo Scola