Alimentazione

Feed Your Mind! Nutrire la mente non è questione di calorie

3 Settembre Set 2015 1050 03 settembre 2015

Successo al padiglione svizzero di Expo della mostra ideata dall'Auxologico di Milano. In un percorso interattivo e coinvolgente alla scoperta di quanti e quali aspetti intervengono nella relazione tra il nostro corpo, il nostro cervello e il cibo.

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FEED Your MIND! Nestlé 6
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Successo al padiglione svizzero di Expo della mostra ideata dall'Auxologico di Milano. In un percorso interattivo e coinvolgente alla scoperta di quanti e quali aspetti intervengono nella relazione tra il nostro corpo, il nostro cervello e il cibo.

Illustrare quanti e quali aspetti intervengono nella relazione tra il nostro corpo, il nostro cervello e il cibo. Questa l’idea alla base di “Feed your Mind!”. La mostra interattiva presente al Padiglione svizzero di Expo e realizzata grazie alla collaborazione tra i ricercatori dell’Auxologico e quelli di Nestlé Research Center e Nestlé Insitute of Health Science.

E scoprire i segreti della relazione esistente tra noi e il cibo, tra la nostra mente, il nostro corpo e il gesto più innato che è quello di nutrirsi interessa: oltre 100mila le persone che hanno già visitato la mostra “Feed your Mind!”. Il percorso interattivo prende il via dai primi mille giorni di vita (dal concepimento al secondo anno di età) periodo in cui la scienza ha dimostrato cominciano a determinarsi preferenze e gusti che ci accompagneranno per sempre.

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  • Mostra Expo Auxologico
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Per saperne di più ne abbiamo parlato con Pierangelo Garzia, responsabile della comunicazione dell’Istituto Auxologico, ideatore e coordinatore della mostra.

Feed your mind! va oltre il concetto dell’appagamento psicologico del cibo, sembra suggerire l’idea che la relazione cibo-salute-corpo sia molto più profondo di quanto pensiamo. Quali conseguenze pratiche possiamo trarne?
L'idea iniziale, nata quattro anni prima che la mostra venisse realizzata per Expo, era partita con l'intento di illustrare al grande pubblico quanti e quali aspetti intervengono nella relazione tra il nostro corpo, il nostro cervello e il cibo. Da quelli psicologici, a quelli emozionali, fino a introdurre il ruolo della genetica. Il tutto in forma interattiva. Quasi in forma di gioco didattico. Con allestimenti che suscitassero curiosità e voglia di interagire. In questo siamo stati aiutati, come Istituto Auxologico Italiano, dal fatto di essere anche un centro di ricerca e formazione medica che, da oltre mezzo secolo, si occupa, tra l'altro, di disturbi e malattie legate all'alimentazione. Di conseguenza, anche di prevenzione. Il cibo e l'alimentazione, vengono oggi considerati a livello internazionale un fattore determinante per la prevenzione e la cura di molte malattie. Compreso il cancro. Teniamo conto che l'alimentazione inizia ancora prima della nascita ed è fondamentale per lo sviluppo del bambino nei primi mille giorni. Una nuova branca della genetica, l'epigenetica, mostra quanto l'alimentazione giochi un ruolo importantissimo nel mantenere e nel recuperare il nostro stato di benessere e di salute.

Oltre che di epigenetica si parla di nutrigenomica, definita medicina del futuro. In che modo ci potrà aiutare a scegliere una sana alimentazione, per così dire personalizzata?
Quello della nutrigenomica è un settore di ricerca molto stimolante e suggestivo. Quando ne sentiamo parlare siamo un po' tutti portati a pensare alle ricadute pratiche. Cioè: potrò disporre di una dieta personalizzata che mi consenta non soltanto di mantenermi entro il peso ideale, ma addirittura di prevenire certe malattie? Il ruolo giocato da una scorretta alimentazione, e in particolare da certi alimenti, è noto ormai da decenni. Tanto ai medici quanto a livello popolare. A livello empirico, per certi eccessi dell'alimentazione, addirittura da secoli. Alla fin fine, dobbiamo considerare che a livello molecolare l'alimentazione che cos'è? È chimica che entra nelle nostre cellule e interagisce con il nostro corredo genetico. Ma siamo ancora lontani dal poter delineare quanti geni e quante espressioni geniche interagiscano con un determinato cibo piuttosto che un altro. Ci arriveremo. Ma appunto, fa parte della "medicina del futuro".

Quali sono le parti della mostra che il pubblico apprezza in modo particolare?
La mostra è interamente progettata e sviluppata per essere interattiva. In generale, la gente, e soprattutto i ragazzi, voglio provare tutto quanto. Però, tra gli allestimenti e postazioni che riscuotono maggiore attenzione, vi sono il tavolo digitale che attraverso una serie di cubi permette, in base alle proprie caratteristiche di età, sesso e attività fisica, come regolarsi rispetto all'alimentazione. Un'altra postazione che suscita molta curiosità è quella dell'eye tracking, del tracciamento oculare. Questa postazione sfrutta il principio subconscio secondo il quale la nostra vista, anche per pochi secondi, viene attratta dagli alimenti che preferiamo. Non necessariamente i più sani. Per cui vengono contemporaneamente proiettati davanti ai nostri occhi vari tipi di preparazioni alimentari. Il risultato finale ci dice da quali cibi siamo attratti e, di conseguenza, quali non dovremmo trascurare per la nostra salute.

A livello molecolare l'alimentazione che cos'è? È chimica che entra nelle nostre cellule e interagisce con il nostro corredo genetico.

Dopo la mostra quale può essere lo sviluppo di questa idea? Non solo a livello scientifico ma anche divulgativo?
Al momento non ci sono progetti di successive destinazioni o collocazioni. Parte dei materiali e dei filmati sono già stati pubblicati in rete. Come Auxologico, siamo costantemente impegnati su questi temi, sia come divulgazione che formazione. Oltre ai convegni e seminari, periodicamente realizziamo il "Rapporto sull'obesità in Italia", che fa il punto su quanto oggi sappiamo sui rapporti tra alimentazione e salute. In occasione di Expo abbiamo realizzato con altri enti di ricerca nazionali e Unitre, un volumetto divulgativo, distribuito gratuitamente, dal titolo "Il pasto giusto".