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Gli Stati del Golfo: ecco casa fanno per i profughi siriani

7 Settembre Set 2015 1248 07 settembre 2015
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L'opinione pubblica araba rimprovera i leader delle ricche monarchie del Golfo di non fare nulla per i profughi siriani. Mentre la porta di quesi paesi rimane chiusa, tra i fondi stanziati al United Nations Syria response fund e contributi per l’acquisto di cibo, alloggi e vestiario alle Ong che assistono i rifugiati siriani che si trovano in Libano, Turchia e Giordania, quest'anno gli sceicchi hanno sborsato 900 milioni di dollari.

E’ possibile che si costruiscano palazzi sciccosi e mall enormi in pochi mesi ma non vengono allestiti campi profughi per i rifugiati? Dopotutto, fondi, capacità organizzative e logistiche non mancano. E’ l’appunto che in questi giorni l’opinione pubblica, le organizzazioni umanitarie i media fanno alle ricche monarchie arabe colpevoli di non fare abbastanza, pur avendo risorse, nei confronti dei rifugiati siriani.
«La ripartizione degli oneri non ha alcun significato nei paesi del Golfo. L’approccio saudita, degli Emirati e del Qatar è stato quello di firmare un assegno e lasciare l’esecuzione degli oneri agli altri» ha detto Sarah Leah Whitson, direttore esecutivo di Human Rights Watch per Medio Oriente e Nord Africa.
Se non fosse per gli Stati del Golfo, milioni di rifugiati vivrebbero in condizioni molto più tragiche di quelle attuali. Questo puntare il dito ai paesi del Golfo accusandoli di non fare nulla non corrisponde alla verità, è invece la classica risposta che i diplomatici arabi stanno danno alla stampa occidentale in questi giorni.

Ma i numeri cosa dicono? Se da una parte le porte dell’accoglienza sono chiuse, i bonifici alle organizzazioni umanitarie sono non sono stati molto generosi.
Dall’inizio dell’anno, l’Arabia Saudita ha donato 18 milioni di dollari al United Nations Syria response fund; 304 milioni di dollari sono arrivati dal Kuwait.
Gli Emirati Arabi hanno anche finanziato il più grande campo profughi in Giordania. L’Arabia Saudita e il Qatar hanno donato risorse per l’acquisto di cibo, alloggi e vestiario alle Ong che assistono i rifugiati siriani che si trovano in Libano, Turchia e Giordania. In totale, secondo ReliefWeb, gli Stati del Golfo hanno contribuito direttamente e indirettamente con più di $900 milioni.

Note storiche
Gli Stati del Golfo non sono firmatari del United Nations Refugee Convention. In passato però, un gran numero di palestinesi, yemeniti e libanesi sono stati accolti nei paesi del Golfo in seguito alle guerre e ai conflitti nei loro paesi. Queste persone non sono mai stati indicate come rifugiati. Molti di questi coloni sono ora cittadini naturalizzati e sono diventati imprenditori di successo.
25 anni fa, qualche centinaia di migliaia di kuwaitiani hanno trovato rifugio nei paesi del Golfo a seguito dell’invasione del paese da parte di Saddam Hussein. In Abu Dhabi, il governo aveva affittato interi isolati e li mise a disposizione (gratuita) sempre per i kuwaitiani.

Nella foto di copertina (Getty), rifugiati siriani nel campo profughi di al-Fuhud Mrigb, 20 chilometri a est della città giordana di Zarqa. La struttura è stata finanziata dagli Emirati Arabi Uniti.

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