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“Marcia degli scalzi”, 60 città in marcia coi migranti

11 Settembre Set 2015 1544 11 settembre 2015
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Una manifestazione fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia per chiedere cambiamenti delle politiche migratorie europee. Tra gli aderenti, oltre ad attori, scrittori e musicisti figurano anche Arci, Acli, Terres des Hommes, Mani Tese, Oxfam Italia, Medici Senza Frontiere e Amnesty

«Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace. Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti. Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze». Così si legge sul portale dell'evento “Donne e Uomini scalzi” che lancia la manifestazione.

Il punto di partenza è Venezia. Ma sono 60 le città che hanno deciso di aderire con manifestazioni simultanee. Tra loro Roma, Napoli, Bologna, Genova, Milano e Torino. L'idea però ha superato i confini nazionali e ha visto la partecipazione di Parigi, Lipsia e Friburgo.

Tanti gli aderenti. A spiccare è la partecipazione delle associazioni, più di 300. Arci, Acli, Terres des Hommes, Mani Tese, Oxfam Italia, Medici Senza Frontiere e Amnesty sono tra i primi firmatari.
«Dalla spinta dei propri popoli può nascere un'Europa diversa, l'Europa dell'accoglienza, della pace, della democrazia», ha sottolineato la presidente nazionale dell'Arci Francesca Chiavacci, «per questo è importante che analoghe iniziative si terranno in moltissime città europee».

La manifestazione mira a chiedere 4 cambiamenti sulle politiche migratorie:

  1. 1. Certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
  2. 2. Accoglienza degna e rispettosa per tutti
  3. 3. Chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
  4. 4. Creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

La colonna sonora dell'evento è “Non è un film” di Fiorella Mannoia cantata insieme a Frankie Hi Nrg, che recita «scegli da che parte stare, dalla parte di chi psinge, scegli da che parrte stare: dalla parte del mare».

Le marce partiranno contemporaneamente. Sul sito c'è l'elenco dei luoghi di ritrovo per ogni città e il link all'evento Facebook organizzato da ciascuna. A Roma il corteo partirà dal Cen­tro Bao­bab di via Cupa 5, dove tante volon­ta­rie e volon­tari assi­stono ogni giorno i migranti in tran­sito per la capitale. A Napoli l'appuntamento è a piazza Plebiscito «rigorosamente scalzi e muniti di un fiore per marciare insieme fino a Castel dell'Ovo dove adageremo i fiori in mare per tutte le donne, gli uomini e i bambini che in questi anni sono morti nel tentativo di fuggire da guerre, fame e discriminazioni», specificano gli organizzatori. A Milano l'appuntamento è più tardi, alle 21, e partirà dalla Stazione di Porta Genova sino alla Darsena. A Palermo invece partirà con un giorno di anticipo, stasera alle 19 in piazza Verdi.

Ciò che accomuna tutte le manifestazioni è la volontà di non inserire nessun colore politico. Sugli eventi si leggono post come questo: «Per custodire il messaggio solidale e totalmente apartitico della mobilitazione, sarà sorretto un unico striscione a capo della marcia con lo slogan “Marcia delle donne e degli uomini scalzi- Refugees Welcome”. Chiediamo quindi alle organizzazioni aderenti di non portare con sé le proprie bandiere e/o striscioni identificativi».

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